Colleluori, l’handball vizio di famiglia «Ho seguito le orme dei miei fratelli»
Mani da pianista, movenze da ballerino. In campo danza, come faceva da ragazzino, quando la passione per i balli caraibici lo ha fatto vacillare più di una volta. Poi Stefano Arcieri ha scelto la...
Mani da pianista, movenze da ballerino. In campo danza, come faceva da ragazzino, quando la passione per i balli caraibici lo ha fatto vacillare più di una volta. Poi Stefano Arcieri ha scelto la pallamano ed è stata la sua fortuna. Classe 1998, teramano doc. «Sono di San Nicolò», tiene a precisare l’ala della Nazionale, che il prossimo anno vestirà la maglia del Riihimäki Cocks, squadra finlandese che ha vinto gli ultimi 7 titoli in patria e che disputerà la prossima edizione della prestigiosa European Handball League. «Tornare con la Nazionale vicino casa è sempre bello», racconta dall’interno dell’hotel Promenade, a Montesilvano. Appena 22enne ma con una carriera importante già alle spalle. «Ho iniziato a giocare nella culla della pallamano abruzzese, a Teramo. Esattamente nelle giovanili della TeknoElettronica e ho debuttato in serie A nel 2012, avevo 14 anni». Due anni dopo il grande salto alla Junior Fasano, dove giovanissimo vince uno scudetto, due volte la Coppa Italia e una la Supercoppa tra il 2015 e il 2017. Poi a Cingoli e successivamente va dai campioni d’Italia in carica del Bolzano, vincendo anche qui uno scudetto, due Coppe Italia e due Supercoppe tra il 2018 e il 2020. Ama il gol e nel 2018 è stato il miglior marcatore della serie A1. «Ho scelto la pallamano dopo un lungo percorso. Giocavo a pallavolo, suonavo il pianoforte e sono un ex ballerino di danze caraibiche, a livelli importanti. Facevo lezione anche 7 ore al giorno. Poi ho lasciato la danza e ho seguito solo la passione: la pallamano». È sicuramente il pilastro dell’Italia, squadra giovane e rinnovata che punta ad aprire un ciclo importante. «Come gruppo siamo molto competitivi. C’è coesione e possiamo crescere molto. Come tutte le Nazionali meno forti in Europa, a noi manca solo raggiungere dei risultati importanti. Rispetto a qualche anno fa siamo cresciuti molto e possiamo arrivare lontano». Il prossimo anno giocherà nel Riihimäki Cocks e sarà il primo italiano a militare nel massimo campionato finlandese. «Il mio sogno era quello di giocare in un campionato estero. Vado a fare una bella esperienza, anche se a Bolzano sono stato bene. In Italia, in questo momento, il campionato non offre un palcoscenico idoneo ai miei obiettivi, nonostante sia cresciuto parecchio a livello tecnico negli ultimi anni. Vado in Finlandia per crescere». Il sogno però è un altro. «Tornare a giocare a Teramo, con una squadra in A1 e con un bel progetto. Sarebbe bellissimo anche perché l’Abruzzo e Teramo mi mancano tanto. Con l’Italia invece sarebbe bello partecipare alle Olimpiadi o giocare un Mondiale, ma adesso puntiamo a qualificarci agli Europei 2022». (l.d.m.)

