Colombo: «Cuore e grinta, voglio un Pescara operaio»

24 Giugno 2022

Il tecnico: «Dobbiamo far tornare l’entusiasmo, per me è una bella sfida»  

PESCARA. Volto timido all’apparenza, ma idee ben chiare e la consapevolezza che Pescara possa diventare il trampolino di lancio verso una carriera importante. Alberto Colombo, 48 anni, si presenta senza fare proclami, il tono di voce è pacato e trasmette fiducia. “«Permettetemi di ringraziare il presi dente Sebastiani e il ds Delli Carri che mi hanno dato questa possibilità», dice il nuovo allenatore biancazzurro dall’interno dell’Ekk hotel di Città Sant’Angelo. «Cosa mi aspetto da questa stagione? Avrò un compito complicato e stimolante. Volevo difficoltà superiori rispetto ad altre piazze. Volevo superare quella situazione di confort che avevo creato negli ultimi anni. Qui siete abituati ad altri palcoscenici e sicuramente avrò tante pressioni come successo a Vicenza e Reggio Emilia. Oggi però sono più esperto».
Idee chiare. «Obiettivi? Non sono uomo da proclami, parlerà il campo. Troppo facile vendere parole che sanno di fumo negli occhi. Qui si deve raggiungere il risultato e conta anche come si raggiunge». Alberto Colombo parla anche dell’ambiente Pescara e di una città delusa dall’andamento delle ultime stagioni. «Piazza con poco entusiasmo? Sta a noi farla riavvicinare. Io non chiedo nulla, ho solo il dovere di lavorare per poi ricevere qualcosa in cambio». Colombo alla scoperta di Pescara? No, grazie, perché il buon Alberto ha dimostrato di conoscere già bene le dinamiche della tifoseria. Forse è più opportuno “Tenente” Colombo perché con lui sarà difficile non dare il 100%.
La mentalità e il mercato. «Molte partite si vincono con il gioco sporco. Ci vuole tanta mentalità operaia in queste categorie. Pescara negli avversari stimola motivazioni particolari e noi dovremo essere bravi a farci trovare pronti. Se vuoi vincere in questi campionati serve tanta cattiveria agonistica».
Colombo di mercato parla pochissimo, ma su un aspetto puntualizza. “«Chi vorrei portare da Monopoli? Non faccio nomi per rispetto della mia vecchia società. E poi ci sono tantissimi giocatori da poter scegliere. Il ritorno di D’Ursi? E’ sicuramente un buon giocatore e la società farà le sue valutazioni. Non mi spaventa di dover lavorare con i giovani. Io ho fatto per cinque anni i settori giovanili prima di allenare tra i grandi e costruire una squadra che è un mix tra esperti e ragazzi bravi è la soluzione giusta».
Le idee tattiche. Prima di dare la parola ad ds Delli Carri, Alberto Colombo parla di modulo e di gironi. «Sicuramente faremo la difesa a quattro e ci saranno i tre centrocampisti. In attacco mi piacerebbe avere giocatori in grado di coprire più ruoli. A Monopoli abbiamo giocato a tre dietro? Vero, ma qui a Pescara c’è una certa tradizione e una filosofia precisa. E non posso ignorarla. Sul girone ho le mie idee: vi dico che mediamente al sud c’è più agonismo e più impatto ambientale. Nel girone B più valori tecnici». Alberto Colombo avrà con sé il vice Giuseppe Padovano e il preparatore atletico Renzo Ricci. Tornerà Diego Labricciosa come match analist mentre è da decidere il preparatore dei portieri.
Ecco Delli Carri. Ti aspetti un Daniele Delli Carri con tante cose da raccontare e invece il dirigente foggiano è emozionato e di poche parole. Rompiamo il ghiaccio chiedendo cosa si prova a ripartire da Pescara dopo il lungo periodo di stop per squalifica. «Questa è casa mia e tornare in gioco qui, dopo quasi 10 anni dall’ultima volta, per me è il massimo. Una grande opportunità e voglio fare bene. Ho degli stimoli grandissimi», dice il 50enne ds biancazzurro. Colombo-Zeman, scelta difficile. «In realtà il 4 giugno la partita è stata chiusa e l’annuncio è tardato per altre questioni».
Il mercato. È quasi inutile parlare con Delli Carri di mercato, le risposte sono spesso diplomatiche e qualcuna ha il sapore del “Segreto di Pulcinella”. «Ancora non abbiamo fatto cose particolari, la prossima settimana potrebbero arrivare i primi annunci. Decideremo con il mister chi farà parte di questo gruppo dei giocatori sotto contratto». In realtà il presidente Sebastiani in più passaggi ha ribadito che «vedremo tante facce nuove e ricostruiremo molto». Sui nuovi giocatori Delli Carri glissa. «Sono abituato a dire le bugie, come tutti i direttori». Ma poi arriva la frase ad effetto. «Delle Monache? Oggi per me vale di più dell’Insigne del 2012». Delli Carri ribadisce le date del ritiro con una piccola novità. «Dal 15 al 27 luglio saremo a Palena e poi lavoreremo in città. Ma dal 6 agosto faremo qualche mini ritiro sempre qui in zona. Le amichevoli? Stiamo valutando».
Enrico Giancarli