Colombo si gioca il Pescara, a Cerignola l’ultima chance

Dopo il pari col Giugliano, il club adesso riflette sulla posizione del tecnico
PESCARA . È la settimana decisiva. Alberto Colombo, sabato, a Cerignola, si gioca la panchina. Il rischio esonero da domenica sera, dopo il pareggio con il Giugliano, è diventato una possibilità concreta. Il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani, a più riprese ha ribadito la fiducia al tecnico biancazzurro e la scorsa settimana aveva parlato di possibilità di rinnovo, ma la partita contro il Giugliano ha cambiato e non poco le carte in tavola. Squadra piatta nel primo tempo, poche idee e soprattutto poca energia e poca cattiveria agonistica. Sono quei sintomi che una società non può far passare in secondo piano e le riflessioni sono iniziate. Ma resta anche vivo il ricordo del Pescara di inizio stagione fino alla gara con il Catanzaro. Perché questo cambio di rotta così evidente?
Il retroscena. Che domenica scorsa non sarebbe stato un post partita tranquillo e che qualcosa nella mente dei dirigenti biancazzurri bolliva, si era inteso subito perché Colombo e Sebastiani sono arrivati immediatamente in sala stampa. Nessun confronto e nessuno scambio di idee: non un bel segnale. In altre occasioni il confronto, anche lungo, c’è stato e le attese in mixed zone erano lunghe. E domenica sera ecco la riunione fra Sebastiani e il ds Daniele Delli Carri. Sul piatto il futuro del tecnico. Dopo una lunga riflessione, la società ha deciso di dare ancora fiducia all’allenatore, ma indicando la gara di Cerignola come esame da non fallire. Per intenderci non basta non perdere, ma serve vedere una reazione da parte dell’undici biancazzurro. Contro il Giugliano l’elettroencefalogramma non era piatto ma qualcosa di simile. Serve una scossa forte. In queste condizioni parlare di play off da protagonisti appare pura utopia.
I numeri. Il perché lo spiegano i numeri. Il Pescara ha disputato 28 gare di campionato. Nelle prime 14 i biancazzurri hanno conquistato 35 punti, una media da promozione viaggiando al passo del Catanzaro, nelle altre 14 (la prima proprio contro l’11 di Vivarini) solo 13 punti. Meno di uno a partita e chiaro cammino da retrocessione. Il trend allora va invertito ma come più volte ha ribadito lo stesso Colombo, i bonus prima o poi finiranno. E sabato c’è il “Superbonus” da non fallire: non ci sono manovre politiche in questo caso, ma serve vincere e convincere per sfruttarlo.
L’analisi. Contro il Giugliano l’assenza di Erdis Kraja ha scombussolato i piani del tecnico Alberto Colombo, che era intenzionato a confermare il 4-2-3-1 senza Mora e con Delle Monache esterno.
In panchina però Colombo non ha trovato uomini in grado di dare le giuste garanzie per la mediana a due e ha cambiato. Aloi? Per caratteristiche può farlo bene, ma la condizione dell’ex Avellino oggi non è convincente. Ed allora ecco la scelta dei tre di centrocampo ma con i vecchi difetti (manca la mezzala di struttura) e con Rafia relegato in una posizione limitante per l’ex Juventus. La conseguenza è stata quella di proporre una partita brutta e senza idee nei primi 45’. Meglio nella ripresa con l’assetto nuovo, ma poi ci ha pensato Plizzari (espulso) con la grave complic-tà di Brosco e Boben a complicare le cose. Lescano? Mai giudicare un giocatore per un episodio, non è quello il punto. Piuttosto: fisicamente l’ex Entella paga ancora la lunga inattività e oggi non è brillante. Che Pescara vedremo a Cerignola? Bella domanda. Sarà 4-2-3-1 rischiando uno tra Aloi e Mora con Gyabuaa? Un bell’azzardo considerate le caratteristiche dei padroni di casa. Sarà 4-3-2-1 con il rilancio di Palmiero? È una possibilità, ma quella iniziata ieri per Colombo è di sicuro la settimana più complicata. Vuoi per le difficoltà nel fare le scelte e vuoi perché, se non dovesse andare bene, non ci saranno altre possibilità.
Enrico Giancarli

