Colonnello: «Presto per le sentenze, ma il Delfino è da vertice»

PESCARA. Dal 1997 al 1999 con la maglia del Perugia conquistò una promozione in A e una salvezza nella massima serie, mentre in biancazzurro ha giocato per tre stagioni non consecutive in B (9° posto...
PESCARA. Dal 1997 al 1999 con la maglia del Perugia conquistò una promozione in A e una salvezza nella massima serie, mentre in biancazzurro ha giocato per tre stagioni non consecutive in B (9° posto con Francesco Oddo, Maifredi e di nuovo Oddo, un 6° con Delio Rossi e un 22° nel 2004 con il ritorno in C). Il doppio ex Gianluca Colonnello (nella foto) ha il cuore diviso a metà in vista del match di domani, anche se da abruzzese (originario di Tollo, ora vive a Pescara) spera un po’ di più nella vittoria del Delfino che ha debuttato battendo il Foggia. «Dal Pescara potevamo attenderci una goleada», afferma Colonnello, «sappiamo che le squadre di Zeman segnano parecchio. Penso, però, che il Foggia abbia commesso troppe ingenuità, forse per un eccesso di sicurezza. La cinquina del Perugia, invece, è stata sorprendente: vincere in quel modo il campo dell’Entella non è facile per nessuno. Sono contento per il tecnico biancorosso Giunti che ha frequentato il corso a Coverciano con me. E sono felicissimo per il pubblico pescarese che si è divertito dopo un’annata deludente. È presto per le sentenze, per un giudizio attendibile bisognerà aspettare ancora qualche partita, ma i biancazzurri sono certamente una delle squadre più forti». Nella prima giornata gli sportivi italiani hanno scoperto Ahn Kwang-Song, il 19enne attaccante nordcoreano arrivato in Umbria in prestito dal Cagliari. «Nonostante la giovane età, Ahn ha avuto un impatto incredibile con la B realizzando una tripletta. Cinque anni fa allenavo gli Allievi del Siena e incontrammo l’under 17 della Corea del Nord. I nostri avversari mi fecero un’ottima impressione. Bravi nella costruzione del gioco, coraggiosi, grintosi e, soprattutto, dotati di buona tecnica e velocità, come il perugino Ahn».
A Perugia i ricordi più belli sono legati a Luciano Gaucci, il vulcanico presidente del club biancorosso quando c’era Colonnello. «Mi vengono in mente le tante vittorie, però non dimentico le sue decisioni. Era molto scaramantico, pensate che nell’anno della promozione ci fece stare in ritiro per sei mesi conecutivi. La prima settimana aveva portato fortuna, così decise di insistere». In squadra c’era il talento croato Milan Rapaic, genio e sregolatezza. «L’ho visto un po’ di tempo fa, suo figlio gioca nell’Inter. Era la nostra punta di diamante. Un ragazzo buono e un atleta particolare. Ogni domenica ci diceva in maniera schietta se stava bene o se non aveva voglia di giocare. Nel primo caso faceva la differenza». Colonnello è pronto per una nuova esperienza. A ottobre sarà in Finlandia. «Ho incontrato i dirigenti del Seinäjoki, club che milita nella A finlandese. Non vedo l’ora di cominciare quest’avventura stimolante».(g.t.)
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