Come garibaldini: l’inno alla gioia dei 400 pescaresi

Trombette, tamburi, armoniche e bandiere biancazzurre La trasferta e lo sbarco più belli: sbornia di allegria e passione
TRAPANI. Erano circa la metà, armati di trombette, tamburi e armoniche invece dei moschetti ad avancarica, sventolavano bandiere biancazzurre invece dei tricolori, ma quello degli ultrà biancazzurri in Sicilia è stato uno spettacolo di spirito garibaldino. Una festa, un carosello itinerante, un vero inno alla gioia, quello dei circa quattrocento tifosi che non hanno voluto mancare l’ultimo appuntamento della stagione. La trasferta forse più faticosa, ma più bella, interminabile sbornia di allegria e passione. Perché se seppure nulla era dato per scontato, certo in pochi albergava il minimo dubbio che potesse finire diversamente che col trionfo di Oddo e il suo manipolo di scavezzacollo.
L’operazione Trapani era iniziata all’alba. Magliette e sciarpe d’ordinanza, le prime avanguardie biancazzurre, Rangers e giovanissimi del tifo organizzato, sono sbarcate in Sicilia quando non erano ancora le 9. Dall’aeroporto, subito trasferimento a Marsala, dove la chiassosa invasione è stata accolta con grande simpatia, anche per la malcelata speranza di vedere naufragare i sogni di gloria dei vicini trapanesi. Quasi un gemellaggio improvvisato, grazie al non comodissimo programma imposto dal tour operator che ha gestito la “navetta Biancazzurra”, tre voli andata e ritorno in 24 ore, da un’alba all’altra. Ma per il sogno serie A, un giorno di ferie e una notte in bianco sono un pedaggio addirittura bello da pagare. Una clima entusiasmante, travolgente, coinvolgente. Dove perfino superfluo è parsa l’accalorata sollecitazione del “capodelegazione” Leo Sfamurri: «Fate quello che volete ma finquando si riparte non voglio un secondo di silenzio!!!» Contagioso anche per l’equipaggio dei charter, che ha modificato i messaggi di servizio, aggiungendo ai rituali “benvenuti a bordo” e “buon volo” un “...e forza Pescara!!!” che ogni volta ha innescato cori capaci di coprire perfino l’urlo dei jet al massimo sforzo. Un volo breve, reso più allegro dal ripetersi di rituali propiziatori, come la distribuzione dei dolcetti (mandorlati e cantucci, of course!) delle ineguagliabili “donne biancazzurre” presenti in forze anche stavolta, con le storiche leader Nella e Bruna scortate da non meno appassionate “nipotine”. Intorno alla mezza a Marsala ai primi ultrà si sono aggiunti i 160 del secondo volo, trasformando lungomare Mediterraneo e via Roma in una fuorigrotta biancazzurra. Un clima che ha contaggiato perfino il professionale capo della polizia aeroportuale, che senza mascherare le preferenze sportive aveva suggerito ai pescaresi alcuni locali dove presentarsi anche a nome di “Uccio (Pasquale) Marino”, che tanto “lui sempre lì sta...”. Nel tardo pomeriggio, il trasferimento in bus al Provinciale. Verso le 19,30 la minuta tribuna ospiti è stracolma. Certo il paragone con i 7-8mila dello scorso anno sarebbe irriverente, ma l’entusiasmo non si conta a numeri, semmai si misura in gradi. E ieri il termometro, non era meno alto di allora. In tribuna operatori di mercato capitanati dal duo Moggi-Sommella e dall’allenatore Silvio Baldini. Ma non era serata per omaggiare vip o presunti tali, era serata da baci e lacrime di gioia, era la sera del trionfo atteso di Oddo e la sua band. E come al solito non hanno tradito.
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