Con detenuti e figli per un calcio alle barriere
I giocatori del Lanciano nella casa circondariale hanno fatto da “mister” alla partita di solidarietà
LANCIANO. Erano tutti a bordo campo per vedere i loro papà giocare a calcio, senza barriere a dividerli, senza guardie a controllare ogni gesto, ogni sorriso, ogni parola. Si è giocato a calcio nella casa circondariale di Villa Stanazzo ieri, una partita che sembrava come tante, con i figli dei giocatori tra il pubblico.
Una partita che non è stata come tante, perché a giocare erano i detenuti senza figli contro i detenuti con figli, in favore del progetto dell’Associazione Bambinisenzasbarre onlus, che si batte per far sì che i figli di detenuti, circa 100 mila, che non hanno commesso crimini, non vivano la condanna dei propri genitori e possano essere figli liberi di abbracciare i loro papà e le loro mamme. Con uno spazio, nel carcere, a misura di bambino.
È lo “spazio giallo”, quello che promuove l’Associazione, un luogo di accoglienza dei bambini in attesa del colloquio con il genitore detenuto, nel quale possono giocare, con la supervisione di operatori professionali. Un luogo che a Lanciano c’è: è la stanza "Genitorialità", voluta fortemente dalla direzione del carcere, dove il detenuto può incontrare i suoi figli, e la madre di questi, in un luogo privo di barriere e con arredo a misura di bambino, con giochi e materiali per disegnare dove si può respirare un clima più accogliente e meno traumatico.
La partita poi è stata speciale perché vi hanno preso parte, nell’insolita veste di mister, Mammarella, Turchi, Penna, Rozzi, Di Benedetto e Casadei. I giocatori del Lanciano hanno anche regalato ai piccoli dei gadget della Virtus, hanno fatto foto ricordo con i bimbi che stringevano forte i loro papà.
«Ringrazio la Virtus per la giornata meravigliosa che questi bimbi possono vivere», ha detto Lucia Avantaggiato, direttrice del carcere, «perché vedono i loro papà muoversi liberamente. L’iniziativa di oggi regala un sorriso ai bambini».
«Un'iniziativa bellissima» ha detto il capitano della Virtus Lanciano, Carlo Mammarella, «in passato abbiamo già incontrato i detenuti, giocando con loro proprio una partitella nel loro campo, ma è la prima volta che veniamo accolti anche dai loro figli. Credo che sia molto importante per questi ragazzi continuare ad avere un rapporto con i genitori cercando di viverlo nel miglior modo possibile». Fino alla 17esima giornata di campionato la Lega di B, tramite Bsolidale, sostiene la Onlus Bambinisenzasbarre e la raccolta fondi “Non un mio crimine, ma una mia condanna”. La manifestazione di ieri si è svolta anche in altri istituti di pena nelle città che hanno le squadre in serie B. Si possono fare donazioni con un sms al 45503. (t.d.r.)
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