Conte: Verratti? Per lui mi getterei nel fuoco, è attaccato alla maglia

10 Novembre 2015

FIRENZE. Una Nazionale senza Andrea Pirlo, senza uno di suoi uomini-simbolo: Antonio Conte ci sta pensando, in vista degli Europei, e non lo nasconde alla vigilia delle ultime amichevoli dell'anno...

FIRENZE. Una Nazionale senza Andrea Pirlo, senza uno di suoi uomini-simbolo: Antonio Conte ci sta pensando, in vista degli Europei, e non lo nasconde alla vigilia delle ultime amichevoli dell'anno contro Belgio e Romania. E ha parole di grande elogio per il pescarese Marco Verratti: «È uno di quei giocatori che difenderò sempre a spada tratta e per i quali mi getterei nel fuoco, perché Marco (Verratti) ha un grande attaccamento alla maglia della Nazionale». Lo ha dimostrato, giocando anche quando non era al meglio fisicamente.

Conte esclude che un possibile accantonamento di Pirlo possa dipendere dalla crescita costante del giovane centrocampista pescarese.

«Non c'entrano i progressi di Marco (Verratti) anche se sta sempre più dimostrando di tenere molto a questa maglia: contro l'Azerbaigian ha voluto giocare lo stesso pur rischiando un infortunio perché era una gara decisiva. Io giocatori così li difenderò sempre a spada tratta e mi butterò sul fuoco per loro. Ma per Andrea», incalza il ct, «dipende tutto da lui. Qui avrà sempre posto, indipendentemente da Verratti, che peraltro è un giocatore diverso da Pirlo, che è un regista rispetto a Marco che, invece, è più un centrocampista».

Il dubbio Pirlo assale Conte non solo per i prossimi 37 anni, ma soprattutto perché il regista a New York (a proposito, il nuovo allenatore di Pirlo è Patrick Viera, 39 anni) è fermo da due settimane per la sosta del campionato. «Andrea va verso i 37 anni. Vediamo. A marzo riprenderà il campionato negli Usa, se lui mi darà come mi auguro delle risposte importanti e avrà tutte la carte in regola sarò il primo ad essere felice, perché lui è un giocatore importante. Altrimenti dovrò cominciare a guardarmi intorno e prendere in considerazione anche l'ipotesi che Pirlo non faccia più parte della nazionale». In ogni caso gli spazi azzurri da qui a giugno sono aperti: «Guardo con attenzione anche all'Under 21, se Bernardeschi continuerà unendo qualità a quantità, lo terremo d'occhio, è un giocatore molto interessante. Ma una cosa deve essere chiara: non siamo in condizione di appoggiarci sui singoli, è il gioco che deve farci emergere. Se pensiamo di andare a vincere gli Europei grazie al singolo, tanto vale starcene a casa». E spiega l’esclusione di Insigne e Berardi: «È unascelta tecnica». Ma il rientro a Napoli e a Sassuolo dei due durante l’ultimo ritiro forse pesano. E tanto.