Continuare a vincere rinnovandosi è la sfida della Juve

Tanti cambiamenti: via Tevez, Pirlo e Vidal; dentro Dybala Mandzukic e Khedira. E si aspetta la consacrazione di Pogba
Facile dire che si tratta della squadra da battere, difficile capire chi sarà la vera antagonista nella corsa allo scudetto. La Juventus targata Massimiliano Allegri ha cambiato volto dopo la stagione esaltante chiusa con la sfortunata finale di Champions persa a Berlino. C’era bisogno di un rinnovamento, c’era bisogno di una nuova ventata d’ossigeno per ricaricare le batterie. Il cambio di passo è arrivato grazie a un mercato per certi versi faraonico viste le cifre che girano in Italia e i margini di spesa.
Addio senza troppo malincuore a Pirlo, ecco Khedira. Addio (con qualche malincuore di più) a Tevez e Vidal, ecco Mandzukic, Dybala e l’ultimo colpo il laterale brasiliano Alex Sandro. Nuovi punti di riferimento, facce fresche e cattive per continuare a vincere. Ne è convinto anche Alessio Tacchinardi, ex centrocampista bianconero. Uno dei simboli della Juve dal 1994 al 2005 con 261 presenze sotto la Mole a referto: «La dirigenza ha fatto una scelta rischiosa a inizio estate», dichiara, «ovvero quella di cambiare profondamente l’ossatura della squadra inserendo nuovi giocatori. Una scelta che però è stata ponderata da Marotta, Agnelli e dallo stesso Allegri. L’hanno fatto perché probabilmente temevano un rilassamento dal punto di vista emotivo del gruppo. Quando vinci così tanto può capitare. Per questo hanno deciso di voltare pagina. Ripeto: è un rischio, ma ho fiducia al 100% nella dirigenza perché in questi anni il campo ha dimostrato che difficilmente sbagliano».
In panchina a tirare le redini ci sarà un Max Allegri rinvigorito dal “miracolo” compiuto nella scorsa stagione. L’addio di Conte fatto assimilare alla piazza a suon di vittorie, una Juve finalmente tosta anche in Europa, la ciliegina sulla torta della Coppa Italia: «Mi ha davvero stupito», ammette Tacchinardi, «pensavo che l’addio di Conte avrebbe portato a uno tzunami all’interno dello spogliatoio. Lui, invece, è stato bravissimo non solo sul piano tecnico, ma anche su quello mentale».
Il faro della squadra sarà Paul Pogba. Per lui quella che sta per cominciare può diventare la stagione della consacrazione: «Ha scelto la maglia numero 10 e non è semplice indossarla alla Juve», sottolinea Alessio Tacchinardi. «Lui, però, ha personalità da vendere e già nel precampionato lo ha dimostrato. Può prendere in mano la squadra e diventare un vero leader. Mi aspetto molto da Khedira, un giocatore sul quale si può sempre fare affidamento. Inoltre mi aspetto molto da Dybala. Lui e Zaza possono ritagliarsi un ruolo importante in questo collettivo».
Per il resto chiavi in mano alla vecchia guardia. Dalla difesa con i soliti mastini Bonucci, Chiellini, Barzagli e capitan Buffon al motore del centrocampo Marchisio.
Una squadra di caratura europea, pronta a rilanciare le sue ambizioni per tentare una nuova scalata alla coppa dalle grandi orecchie che – finale persa dopo finale persa – rischia di diventare una maledizione: «Ma attenzione al campionato», conclude Tacchinardi, «perché mi aspetto scintille. Ho visto un Milan affamato, una Roma sempre più vicina alla Juve dal punto di vista tecnico e un Napoli che può fare grandi cose. Non sarà una passeggiata vincere lo scudetto per i bianconeri».
@gabbiandrea
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