Cori antisemiti, c’è lo stop alle partite E sarà vietata la maglia numero 88

28 Giugno 2023

ROMA . Niente più magliette 88 sui campi di calcio. Scelta consapevole o meno da parte del giocatore, negli ambienti neonazisti il numero richiama il saluto 'Heil Hitler' (l'h è l'ottava lettera dell'...

ROMA . Niente più magliette 88 sui campi di calcio. Scelta consapevole o meno da parte del giocatore, negli ambienti neonazisti il numero richiama il saluto 'Heil Hitler' (l'h è l'ottava lettera dell'alfabeto). E pugno di ferro contro i cori antisemiti dei tifosi, con l'immediata sospensione della partita. Il mondo del calcio mette nel mirino l'antisemitismo con una dichiarazione di intenti sottoscritta ieri al Viminale tra il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e il presidente della Figc Gabriele Gravina. La dichiarazione è composta da 13 punti che le parti si impegnano a promuovere. Si tratta, ha affermato Piantedosi, della «prosecuzione di un percorso virtuoso che abbiamo intrapreso anche su sollecitazione dello stesso mondo dello sport. Una risposta adeguata ed efficace ad un intollerabile pregiudizio che, ancora troppo spesso, si manifesta nei nostri stadi». Col protocollo, ha detto da parte sua Abodi, «rilanciamo l'impegno contro l'antisemitismo nel calcio, che allargheremo a tutte le altre discipline sportive e alle varie forme di discriminazione, partendo dalla prevenzione e dando maggiore concretezza al contrasto di comportamenti e linguaggi discriminatori» Su queste tematiche, ha sottolineato Gravina, «non si indietreggia di un centimetro, perché la credibilità del calcio, anch'esso ferito e danneggiato da comportamenti discriminatori, ha un riflesso diretto sulla società».
Il decalogo, dunque. Il secondo punto mette nero su bianco l'impegno a «non assegnare ai giocatori la maglia con il numero 88, considerato un richiamo esplicito alla simbologia nazista». Nello scorso campionato di A due erano i giocatori con l'88 sulle spalle, entrambi croati: Toma Basic (Lazio) e Mario Pasalic (Atalanta). Ora dovranno cambiare. Previsto poi il divieto di utilizzo da parte della tifoseria di «qualsiasi simbolo che possa ricordare concetti attinenti al nazismo e all'odio antisemita».
Il settimo punto impegna a definire «con apposito disciplinare le modalità con le quali, al verificarsi di cori, atti ed espressioni di stampo antisemita, dovrà essere immediatamente disposta» l'interruzione della partita. Attualmente la sospensione spetta all'autorità di pubblica sicurezza, ma le decisioni - o la mancanza di queste - nei casi di episodi di razzismo sono state spesso oggetto di polemica. Mentre l'arbitro può chiedere al delegato della Lega calcio di diffondere on gli altoparlanti l'invito ai tifosi di smetterla con i cori offensivi. Si vedrà ora il nuovo disciplinare in cantiere come definirà la materia.