Cori e bandiere, in 1000 salutano la nuova Virtus

4 Settembre 2015

Entusiasmo in piazza Plebiscito per la presentazione della squadra rossonera. Il vicepresidente Maio smorza le polemiche e Caliendo (Modena) pungola i frentani

LANCIANO. Mille sorrisi, cori e bandiere. Tanto entusiasmo e fiducia. La Virtus è tornata in piazza Plebiscito, nel cuore della città, per presentare la squadra che affronterà la stagione 2015/2016 e le nuove divise. Lo ha fatto per la prima volta da quando è in serie B. L’ultima volta invece risale alla vigilia della prima divisione 2011-2012, quella della storica promozione nella serie cadetta. Un momento, quello di ieri sera, servito per riavvicinare società e città dopo qualche tensione di troppo tra tifosi (erano in mille, ieri sera) preoccupati da un mercato che stentava a decollare, e la dirigenza che invitava ad abbandonare il “pessimismo”. «La piazza è il migliore modo per stare vicino alla gente», ha detto il vice presidente Guglielmo Maio. «C’è armonia e affetto. È normale che si litighi, capita anche nelle migliori famiglie. Ci si confronta, ed è un bene dirsi quello che si pensa. Poi però si viaggia uniti verso la stessa direzione. Quello che noi facciamo, lo facciamo per il bene della società, della squadra e dei tifosi. Lo si fa per questi colori».

Giù applausi e cori da parte di un nutrito gruppo di tifosi che ha colorato di rosso e nero la piazza. Anche la presidentessa Valentina Maio, dopo aver ringraziato gli sponsor, Marfisi carni, In opera, e lo sponsor tecnico Legea, ha invitato i supporter rossoneri ad aver fiducia: «Avevamo detto ai tifosi di stare tranquilli e lo devono essere ancora. Deve restare la fiducia nella società e nella squadra».

Ad indossare le divise, la prima verde, la seconda gialla (in onore della città) e la terza blu, i portieri Aridità, Casadei e Antonino. Per quanto riguarda i giocatori indosseranno come prima maglia, quella “classica” rosso e nera a strisce verticali, mentre la seconda maglia è bianca, la terza è nuovissima, grigia e nera. Maglie che hanno riscosso successo tra i tifosi.

Tornando al mercato, il vicepresidente Guglielmo Maio ha dato un bel 7. Ma che meriterebbe anche 8 visto che il colpo più atteso, quello di Ferrari, la Virtus lo ha messo a segno senza sborsare un euro. «In tutto Ferrari mi è costato 550 mila euro», ha detto il patron del Modena Antonio Caliendo. «Mi ha chiesto di andare via, e auguro il meglio a lui e al Lanciano, ma sui dirigenti abruzzesi preferisco non esprimermi. Hanno lucrato fino agli ultimi minuti di mercato per averlo gratis e sinceramente se non fosse stato per l’esplicita richiesta di Ferrari non glielo avrei ceduto». Ferrari è ora a Lanciano, e ha ricevuto l’affetto dei suoi nuovi tifosi, entusiasti di accogliere di nuovo Piccolo e Paghera la cui probabile partenza li aveva fatti vacillare. «Sono stati giorni tesi e sono un po’ frastornato», ha detto Piccolo, «ma l’idea di lasciare Lanciano mi disturbava. Sono contento di essere ancora qua».

«C’è tanto entusiasmo», ha rimarcato Paghera, «e spero che resti nel corso di tutto il campionato, soprattutto nei momenti difficili».

Teresa Di Rocco

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