Cori razzisti, stadio di Udine riaperto ai tifosi Chiusa la curva
ROMA. La corte sportiva d'appello nazionale della Federcalcio ha accolto in parte il ricorso dell'Udinese e ha trasformato la sanzione per i cori razzisti a Maignan da una partita con lo stadio...
ROMA. La corte sportiva d'appello nazionale della Federcalcio ha accolto in parte il ricorso dell'Udinese e ha trasformato la sanzione per i cori razzisti a Maignan da una partita con lo stadio intero chiuso alla chiusura della sola Curva Nord, ma per due incontri al Friuli. La chiusura dello stadio intero era stata decisa dal giudice sportivo, e la sanzione di primo grado era stata impugnata dall'Udinese.
Intanto, è stato svelato il giallo delle pagine pubblicitarie anonime che campeggiavano su alcuni quotidiani nazionali e locali e in cui si dava genericamente voce al popolo friulano ribadendo che «il razzismo non ci appartiene». Ad acquistarle è stato direttamente 'paron' Gianpaolo Pozzo, che lo ha rivelato al quotidiano friulano Messaggero Veneto. Martedì la società aveva sostenuto di non essere coinvolta nella vicenda. Di fronte alla crescente insistenza dei tifosi, il proprietario ha invece ammesso di avere pagato personalmente la campagna pubblicitaria. «Il nostro territorio», ha spiegato, «è vittima di un'ingiustizia. Il nostro pubblico si è sempre distinto per il comportamento corretto, non a caso abbiamo ricevuto due coppe disciplina, mentre dopo quanto accaduto nella partita con il Milan c'è stata quasi una persecuzione mediatica che reputo sicuramente sproporzionata rispetto ai fatti che hanno coinvolto solo 5 persone su 25 mila che tra l'altro non si sono accorte di nulla».

