«Corsa e sudore, vi racconto la favola del SN Notaresco»

Il tecnico Cudini svela i segreti dei rossoblù: «La promozione? Salviamoci e non smettiamo di sognare. Giampaolo e Ventura i miei maestri, vorrei allenare in A»
Chioma folta, ricci indomabili e barba incolta. Da calciatore badava al sodo, da allenatore allo spettacolo. Mirko Cudini è la grande sorpresa del campionato di serie D, quello del girone F, dove il suo San Nicolò Notaresco si sta rivelando una piacevole realtà. Terzo posto in classifica, 25 punti conquistati, secondo miglior attacco del campionato e vento in poppa sognando la promozione in serie C. Cudini, 45 anni, ex difensore di Ascoli, Torino, Cagliari e Genoa, racconta al Centro il “miracolo” Notaresco.
Cudini, il suo San Nicolò Notaresco vola sempre più.
«Sono molto contento del lavoro fin qui svolto dalla mia squadra. Fa piacere essere così in alto in classifica. Eravamo partiti con altri obiettivi e trovarsi al terzo posto dopo 12 giornate sinceramente non me lo sarei mai aspettato. E’ davvero tutto molto bello».
Il segreto del successo?
«L’umiltà, il lavoro e la forza di volontà del gruppo. Le prime partite ci hanno dato una carica incredibile. Il non accontentarsi e andare in campo sempre per vincere senza fare calcoli».
Costruiti per una salvezza tranquilla, siete in ballo per la promozione in serie C.
«È presto per fare certe previsioni. Certo è che dopo aver centrato la salvezza matematica proveremo a toglierci delle belle soddisfazioni. Non ci poniamo limiti. L’ambizione deve sempre esserci e, poi, l’appetito vien mangiando…».
Le favorite quali sono?
«Cesena su tutte, poi subito dietro il Matelica».
Minella (8 gol), si sta confermando un grande bomber e poi c’è il baby Liguori che lei ha fatto esplodere.
«Santiago (Minella, ndr) lo conosco dai tempi della Sangiustese e sono contento del suo rendimento. Per noi è un giocatore molto importante specie per la sua esperienza. Liguori è arrivato dal Pescara Primavera, è giovanissimo, ma, se continua così, avrà davanti una carriera molto importante».
Domenica tornerà da ex a Monte San Giusto. Ricordi?
«Bellissimi. Alla mia prima vera esperienza da allenatore, due anni fa, sono subentrato in corsa e ho vinto il campionato di Eccellenza. Con la Sangiustese sono stato davvero bene, ma domenica spero di vincere».
In tanti dicono che l’arma in più del Notaresco sia seduta in panchina e molti addetti ai lavori pensano che lei sia un predestinato. È solo questione di tempo vederla in categorie superiori?
«I complimenti fanno sempre piacere e ringrazio la società che mi ha dato questa grande possibilità. La mia ambizione è quella di allenare in B o magari in A, categorie in cui ho giocato per 20 anni. Sarebbe davvero un sogno tornare nel grande calcio anche da allenatore».
Torino, Salernitana, Ascoli, Cagliari, Genoa, Perugia e Vicenza. Solo per citare alcuni club in cui ha militato da calciatore (ex difensore). I ricordi più belli?
«La promozione in A nel 1998 con la Salernitana, insieme a Paolo Rachini, che adesso allena il Francavilla, e gli anni della serie A con l’Ascoli».
Chi sono stati i suoi maestri?
«Ho avuto grandi allenatori e da tutti ho appreso qualcosa. Dico Ventura a Cagliari, ma anche Giampaolo ad Ascoli, Sarri a Perugia e Delio Rossi a Salerno. Mi ispiro un po’ a loro e adoro giocare con il 4-3-3, forse come quello di Rossi».
Il suo punto di riferimento chi è?
Giampaolo, sicuramente. Lui ha cambiato il mio modo di ragionare in campo e mi ha insegnato la cura dei dettagli. È un maniacale. Devo tanto a lui da calciatore, ma anche come allenatore».
Prima del San Nicolò Notaresco ha mai avuto a che fare con il calcio abruzzese?
«No, mai. Qualche anno fa, nel 2011, credo, avevo avuto un mezzo abboccamento con il Teramo, che era in D, ma poi non se ne fece più nulla».
Cudini, insomma, è pronto per andare in C?
«Calma, siamo solo alla 12ª. Pensiamo a salvarci, ma non smettiamo di sognare».
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