COSI’ VALE LA PENA DI ANDARE ALLO STADIO

18 Novembre 2014

Alla fine, a mettere tutti d'accordo, nel male e nel bene, sono sempre loro, i giocatori appunto. Che la squadra costruita in estate valesse più delle prestazioni decisamente negative offerte nei...

Alla fine, a mettere tutti d'accordo, nel male e nel bene, sono sempre loro, i giocatori appunto. Che la squadra costruita in estate valesse più delle prestazioni decisamente negative offerte nei primi tre mesi della stagione era fin troppo evidente, anche in rapporto a quanto visto nello stesso periodo sugli altri campi. Per cambiare rotta, prima che la situazione precipitasse in maniera irreversibile, anche a dispetto di qualità e accettabile talento, serviva però una scossa, una presa di coscienza collettiva che restituisse identità e compattezza a un gruppo che sembrava allo sbando. È quanto avvenuto nel giro di 8 giorni.

Dall'imprevista impennata di Brescia al boom che ha fatto perdere la testa al Frosinone e che sembra aver restituito finalmente al Pescara l'affetto e il sostegno della sua tifoseria. Una svolta, senz'altro, che cancella innanzitutto i dubbi, sollevati da più parti tra una delusione e l'altra, sulla reale consistenza e affidabilità dell'organico. Quella che abbiamo visto nelle ultime due partite è comunque una squadra che si è lasciata alle spalle le incertezze, le paure, le tensioni che l'avevano portata a una vera e propria caduta libera, scoprendo e facendo sua quella che è l'essenza del calcio, al di là di moduli, tattiche e mosse più meno riuscite.

L'atteggiamento, dunque, la voglia di aiutarsi in campo, di giocare tutti la stessa partita con coraggio, con determinazione, sfruttando al massimo condizione fisica e capacità tecnica. Ovviamente ci ha messo parecchio di suo Baroni, probabilmente facendo anche tesoro di scelte bocciate dal campo, ma sarebbe senz'altro riduttivo pensare che a determinare l'inversione di rotta sia stato esclusivamente il cambio di modulo. Col 4-4-2 si vince e si perde così come con altri sistemi di gioco, quel che conta è la capacità di interpretare nel modo giusto la partita, cercando l'equilibrio in campo ma senza perdere di vista l'obiettivo principale che resta quello di provare a fare un gol in più dell'avversario. Il nuovo Pescara sembra avere appunto queste caratteristiche, resta una squadra a trazione anteriore, come ha dimostrato ampiamente soprattutto nella ripresa col Frosinone, e non mi sorprenderei se il tecnico continuasse a lavorare in questa direzione, sfruttando la massimo le potenzialità dell'intero gruppo.

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