COSÌ IL PEGGIO DA NOI HA LA MEGLIO
di STEFANO TAMBURINI Forse, un giorno, bisognerà dire grazie a quelli del Costa Rica e al morsicatore seriale Luis Suarez. Perché non sappiamo ancora se sapremo farne tesoro, ma di sicuro – come...
di STEFANO TAMBURINI
Forse, un giorno, bisognerà dire grazie a quelli del Costa Rica e al morsicatore seriale Luis Suarez. Perché non sappiamo ancora se sapremo farne tesoro, ma di sicuro – come ricordava ieri il saggio Zdenek Zeman – «oggi si parla di cambiare tutto solo perché i Mondiali sono andati male...». Già, se fossimo arrivati ai quarti – l’incrocio fortunato con la Grecia avrebbe potuto anche permettercelo – saremmo qui a parlare d’altro. E invece, tutto ciò che sta accadendo dentro e intorno al nostro calcio rafforza la convinzione che di questo shock avevamo un tremendo bisogno da tempo. Dimostra soprattutto che non basta cambiare un presidente per risolvere problemi che sono ancor più radicati. Un esempio su tutti, quello del capo degli arbitri, Marcello Nicchi, uno al quale piace parlare dei suoi come di una terza squadra in campo che fa buone o cattive prestazioni invece di considerare che l’arbitro è solo un “prestatore di servizio”, che non gioca e deve far di tutto (anche con la tecnologia, ma vai a spiegarglielo...) per aiutare le squadre a combattersi ad armi pari. Ebbene, ieri Nicchi – fra le altre cose – tesseva le lodi dello spray utilizzato ai Mondiali per tenere le barriere a distanza. A dicembre, quando questo esperimento fu annunciato, lo stesso Nicchi aveva sentenziato: «In Italia ne farei volentieri a meno, sarebbe una cosa ridicola. Sono quelle cose spettacolari che non servono a niente». Nicchi è uno fra i tanti corresponsabili di un mondo che non sa rinnovarsi, che guarda indietro, che ancora adesso è concentrato su giochi e giochini di potere per trovare un candidato alternativo a Paolo Tavecchio, che come modello di riferimento ha Konrad Adenauer, cancelliere tedesco dal 1949 al 1963. Nulla, neanche una parola sulle cose da fare, l’unica corsa che hanno messo in piedi è quella del ribasso sullo stipendio del prossimo ct. Nessuno dice niente sulle cifre folli che riescono a incamerare certi procuratori figli di papà o ben raccomandati; in tanti ora fanno a gara a dire che Lippi e Prandelli (e Sacchi ancor prima) guadagnavano troppo. Così si arriva al punto che c’è anche chi si offre gratis. Prossima tappa, il ct che paga per allenare? Che ci si arrivi o no, c’è il serio rischio di dover riscrivere il vecchio detto “al peggio non c’è mai fine”. Da noi il peggio ha sempre la meglio.
@s__tamburini
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