Coulibaly in vetrina, il Pescara lo blinda

Le big spingono, ma il baby senegalese vuole il Delfino
PESCARA. Esame superato a pieni voti. Mamadou Coulibaly ha risposto in maniera convincente alla chiamata di Zdenek Zeman. Con il Milan il senegalese si è espresso su buoni livelli mostrando una personalità invidiabile per un 18enne abituato a giocare in mezzo alla strada. «Ho fatto tanti sacrifici», ha detto Coulibaly, «e il sogno di arrivare in serie A si è avverato. Ora ne ho un altro: giocare con la Nazionale del Senegal».
Mamadou era alla sua quarta gara ufficiale della sua carriera. Due ne ha giocate con la Primavera e altrettante in serie A contro Atalanta e, appunto, Milan. Prima non aveva mai preso parte a gare dirette da un arbitro. Ha fatto una bellissima figura di fronte al Diavolo che, al pari di Juventus e Inter, ha già chiesto informazioni sul suo conto. Coulibaly è sotto contratto come giovane di serie, ma il prossimo 1 luglio sarà a tutti gli effetti un calciatore professionista. L’accordo tra il presidente del Delfino, Daniele Sebastiani, e Donato Di Campli, agente del senegalese, è stato già trovato nelle scorse settimane. «Non c’è nessun problema», ha confermato Di Campli, «Coulibaly sarà un giocatore del Pescara anche in futuro». La mezz’ala biancazzurra ieri ha festeggiato l’esordio da titolare a Lanciano cenando nell’abitazione di Di Campli insieme all’altro suo agente Marino Camaioni. Juventus, Milan e Inter pressano, ma prima di passare ad una big il giovane africano completerà il suo processo di crescita in riva all’Adriatico. Al termine del match col Milan ha contattato i genitori che insieme ai parenti avevano organizzato una colletta per vedere la partita in televisione. Festa grande nella sua casa di Thies (70 chilometri dalla capitale del Senegal Dakar), che poi è la stessa città di Babacar, altro talento passato da Pescara prima di firmare per la Fiorentina.
Zeman non ha avuto alcun timore a gettare Mamadou nella mischia. D’altronde, quando il boemo decide che per un giovane arriva l’ora X, la scelta si dimostra sempre azzeccata. Basta dare uno sguardo al lungo elenco dei giovanissimi lanciati dal tecnico di Praga nella sua carriera. Solo per citare alcuni 18enni ricordiamo gli ex romanisti Romagnoli e Marquinhos in serie A, Nocerino in B ad Avellino.
Tutti contenti per Coulibaly anche nella casa-famiglia di Montepagano, frazione di Roseto, dove il giovane biancazzurro ha trovato ospitalità dopo essere arrivato in Europa col barcone. Ora vive a Pescara, in via Tiburtina, a Casa D’Annunzio, il convitto del club biancazzurro, ma dopo le partite torna a Roseto per salutare chi gli ha dato sostegno e affetto nei primi mesi in Abruzzo. Il prossimo esame da superare è quello di guida, visto che Mamadou lo scorso 2 marzo è diventato maggiorenne.
Almeno per ora, il clamore che lo ha portato sotto i riflettori non lo ha turbato. Secondo Antonio Di Battista, coordinatore delle giovanili biancazzurre, il carattere è la sua arma migliore. «Le scelte e i tempi di gioco di Coulibaly sono impressionanti», spiega Di Battista, «è raro vedere un giocatore muoversi con la sua tranquillità. Ha doti innate, Mamadou non si è formato in una scuola calcio. Da questo punto di vista mi ricorda Marco Verratti che gioca in Nazionale o in Champions come se stesse giocando con gli amici. Ovviamente non bisogna caricarlo di pressioni eccessive. Deve lavorare tanto, anche se l’età è dalla sua parte. È una mezz’ala, ma può ricoprire tutti i ruoli del centrocampo. Inoltre è un ragazzo educato e rispettoso, non credo che il grande interesse che si è creato attorno a lui possa dargli alla testa». A marzo dell’anno scorso Di Battista venne contattato da un amico che gli chiese di fare un salto a Roseto. Così il dirigente del Pescara si recò al campo per vedere all’opera il giovane senegalese. Bastarono pochi minuti per convincere Di Battista ad aggregarlo alla Primavera biancazzurra. A Roseto Coulibaly ha tanti amici. Uno di questi è Mino Bizzarri, ex attaccante di Brescia e Reggina, ora allenatore del Fontanelle (Promozione), che è stato il primo a credere nelle sue potenzialità. Al termine della gara col Milan, Mamadou ha ringraziato lui e tutti coloro che lo hanno accompagnato verso la realizzazione del suo sogno.
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