Covid, malori e tamponi: c’è l’incognita del focolaio

11 Aprile 2021

Machìn positivo e lo svenimento di Grassadonia creano preoccupazione

PESCARA. Per il Pescara, ieri, il risveglio nel ritiro alle porte di Brescia, non è stato dei migliori e il prosieguo, risultato a parte, non ha portato serenità. Prima la positività al Covid di un calciatore, Machìn, che sta bene ed è in isolamento; poi, durante la partita, il malore dell’allenatore Gianluca Grassadonia.
Il tecnico, a quattro minuti dalla fine della partita, ha avuto un calo di pressione in panchina. Attimi di paura con il 48enne allenatore biancazurro che ha accusato un malore perdendo i sensi. Immediatamente sono scattati i soccorsi del personale medico presente a bordo campo al Rigamonti richiamati dagli uomini della panchina del Pescara.
Gioco interrotto per diversi minuti. All’allenatore gli è stata applicata la maschera dell’ossigeno dagli operatori del 118. Fortunatamente Grassadonia ha ripreso subito conoscenza. Visibilmente scosso, il tecnico è stato poi scortato negli spogliatoi dai sanitari del Pescara e dagli uomini del 118 di Brescia. La mente è corsa immediatamente a 23 anni fa (novembre 1998), quando Grassadonia, allora giocatore del Cagliari, svenne in campo durante Udinese-Cagliari per un arresto cardio-respiratorio dopo uno scontro di gioco e fu salvato dalla respirazione bocca a bocca e dal massaggio cardiaco praticati dal compagno di squadra Alessio Scarpi e dal medico sociale.
L’allenatore del Pescara, come ha confermato il direttore sportivo biancazzurro Antonio Bocchetti, prima della partita aveva avuto qualche linea di febbre. «Grassadonia ha avuto un po’ di influenza in questi giorni e in panchina ha accusato un malore, probabilmente un calo di pressione», ha raccontato il dirigente presente ieri allo stadio Rigamonti di Brescia. «Nulla di grave, si è ripreso subito e ora sta bene. Covid? Non credo. In ritiro negli due giorni siamo passati da 20 a 7 gradi e questo sbalzo di temperatura probabilmente lo ha fatto ammalare. Non credo sia Covid. Ieri sera (venerdì, ndr) abbiamo effettuato i tamponi, tutti negativi a parte quello che già conoscete e riguarda un nostro giocatore», che è Machìn, rientrato il 30 marzo a Pescara dopo gli impegni con la nazionale guineana.
L’allenatore subito dopo il fischio finale è stato visitato dai sanitari presenti al Rigamonti e, poi, è rientrato a Pescara in macchina insieme al ds Bocchetti. Le sue condizioni sono buone e mentre lasciava in macchina lo stadio si è acceso una sigaretta, salutando con il pollice in alto i cronisti presenti. «Sto bene», ha detto mentre passava davanti alle telecamere di Rete 8. «Auguri di buona guarigione a mister Grassadonia, speriamo che si senta bene e che si rimetta presto», gli auguri di pronta guarigione sono arrivati, via Twitter, anche dal tecnico avversario Pep Clotet. Dopo una settimana intensa di allenamenti in un centro sportivo alle porte di Brescia, il Delfino è tornato dalla Lombardia con punticino che alimenta la speranza per la corsa play out, ma con il timore che dopo il caso di positività di un calciatore ed i sintomi influenzali di Grassadonia, possano far emergere altri casi di Covid e il rischio di un focolaio, un po’ come quello che è successo in Nazionale con oltre 10 positivi tra calciatori e staff. Il Pescara è stato in ritiro in questi giorni e il rischio contagio è altissimo. Entro domani la squadra farà un altro giro di tamponi e poi, secondo il protocollo, dovrà ripeterli ogni 48 ore per i prossimi 15 giorni.
L’autobus dei biancazzurri è rientrato ieri sera in città e alcuni calciatori hanno scelto di isolarsi dai familiari prima del giro di tamponi per verificare che il Covid non abbia contagiato altri componenti. Ovviamente, l’auspicio è che i prossimi test risultino tutti negativi e che il caso riscontrato rimanga circoscritto. In caso contrario si aprirebbero altri scenari e, in base ai giocatori contagiati, verrebbero prese, secondo le linee guida nella gestione dei casi di positività, i possibili rinvii delle partite.
©RIPRODUZIONE RISERVATA