CR7 senza limiti: ora la 6ª coppa

14 Marzo 2019

Il fuoriclasse portoghese, leader e trascinatore, loda il gruppo: «Tutti per uno, uno per tutti»

TORINO . «Mi pare strano che Ronaldo finisca una stagione in Champions con un solo gol». Un presagio, quello di Massimiliano Allegri, a poche ore della partita con l'Atletico, sfida temuta che si è poi tramutata in rimonta storica grazie soprattutto alla tripletta del portoghese. Ma nell'animo del tecnico bianconero c'era anche la convinzione, vedendo CR7 al lavoro tutti i giorni, che è ancora quel fuoriclasse per cui la Juve ha deciso di investire tantissimi soldi per tornare a essere, 23 anni dopo Roma '96 e dopo avere incassato tante delusioni, la regina dell'Europa. Il portoghese si è ripreso la scena del calcio mondiale e il popolo bianconero lo acclama e lo vede già a Madrid, il 1° giugno. La Spagna lo ammira e lo rimpiange, la stampa iberica lo esalta una volta, «Ronaldo impone la sua legge», scrive Marca, più gli applausi per Ronaldo che arrivano da tutta l'Europa e oltre. Tutti o quasi gli perdonano la caduta di stile, quel gesto provocatorio e volgare in cui si è lasciato andare a fine partita, davanti ai tifosi dell'Atletico frustrati ancora una volta da lui. Ronaldo si sente a pieno titolo un re, così unico seduto in mezzo ai compagni si è fatto immortalare per la foto su Instagram, che ha raccolto un numero di like enorme anche per lui, oltre 9 milioni 200 mila. CR7 loda il gruppo «Uno per tutti e tutti per uno», ma è lui che ha trasmesso la mentalità vincente per affrontare la rimonta senza il minimo dubbio di fallirla e che ora la vuole portare per mano al successo finale.
In Champions, Ronaldo è già arrivato a 125 reti sulle 684 complessive che ha segnato. E non è più troppo lontano il traguardo delle 1000 partite ufficiali: gliene mancano 46. Il «Ronaldo fenomenale» dell'Equipe, «la leggenda continua» come titola il giornale portoghese A Bolà, pensa a nuovi trofei, con l'obiettivo del primo scudetto italiano, ormai praticamente vinto, della sesta Champions e, naturalmente del prossimo Pallone d'oro spodestando quelli, come l'ex compagno Modric, che considera alla stregua di usurpatori. Al coro sconfinato dei peana per CR7 si affianca la voce solista della sua compagna, Georgina Rodriguez, che all'Allianz Stadium ha pianto di gioia e di commozione. Sentimenti trasferiti sui social: «Questo 3-0 non te lo ruba nessuno. Te lo meriti, non per i 3 gol di questa notte. Te lo meriti per la tua dedizione, per quello che raggiungi nel club dove vai. Sei un trascinatore per i tuoi compagni, per il tuo allenatore e per tutti coloro che ti ammirano e ti appoggiano ogni giorno. Il mondo del calcio è tuo».
Ronaldo medita nuove prodezze in Champions, dai quarti in poi. Con la Juve ha già segnato 24 gol (19 in campionato, 4 in Champions, uno nella Supercoppa), arrivare a 40 nella stagione è possibile. Servono ancora tre vittorie per mettere in archivio il tabù Champions. Ma la spettacolare rimonta della Juve sull'Atletico ha già il paradigma dell'impresa. È evidente che lo show ai danni degli spagnoli dello spavaldo Cholo Simeone è frutto di un gruppo, di una filosofia calcistica e aziendale, e non solo della notte magica del suo profeta. E delle mosse di Allegri. Di ritorno da Madrid dopo il 2-0 qualcuno chiedeva la sua testa. Lui non si è scomposto, ha respinto al mittente dei critici di professione la parola fallimento che pure aleggiava e si è preso una rivincita senza se e senza ma. Nella partita che valeva l'intera stagione il capolavoro tattico è tutto suo che ha azzeccato ogni mossa, ha puntato su Emre Can terzo di difesa, ha studiato il ruolo per Bernadeschi, ha lanciato Spinazzola con un atto non di fede, ma di coraggio. E proprio a questo la compagna Ambra Angiolini dedica il suo omaggio: «Cor-aggio vuol dire fare cose che rivelino (a te innanzitutto) il tuo cuore, la tua autenticità».