«Cremona, Pescara e la nazionale» Fontecchio è pronto per la riscossa

Basket, il 22enne pescarese è la stella della Vanoli che stasera inizia la Final Eight di coppa Italia: «A Milano non avevo spazio e adesso riparto con ambizione. Quanto mi manca la mia città...»
PESCARA. Un'altra casacca, un'altra vita, un'altra esperienza. Il prestigioso curriculum di Simone Fontecchio da qualche mese si è arricchito dell'ennesimo capitolo. Una pagina nuova nell'ormai consolidata carriera del cestista pescarese, che all'alba dei 22 anni ha già assaporato, in più salse, il gusto del grande basket. Il treno del suo destino stavolta ha fatto tappa a Cremona, dove Simone è sceso a metà dicembre per dare una mano ad una squadra ambiziosa ma in difficoltà.
E stasera sarà proprio Fontecchio a guidare i suoi nella partita che apre le Final Eight di coppa Italia, un appuntamento centrato dalla Vanoli anche grazie ai suoi canestri: «È una competizione a cui teniamo molto, raggiunta con lavoro e determinazione. Quando sono arrivato qui era il mio primo obiettivo, per fortuna centrato. Adesso ce la giochiamo. Abbiamo di fronte una corazzata come Avellino, ma sappiamo di avere le nostre carte».
Si giocherà al PalaMandela di Firenze, dove Simone attende la visita del papà: «Verrà sicuramente a vedermi», esclama soddisfatto. Riavvolgendo però il nastro di questa stagione, l'inizio non è stato semplice: «A Milano non riuscivo a trovare molto spazio, anche per l'ottima qualità del roster. Con coach Pianigiani i rapporti sono stati sempre professionali, e ad un certo punto gli ho detto che avrei preferito andare altrove per collezionare minutaggio. Lui non era molto convinto, ma ha capito la mia esigenza». A questo punto i corteggiatori non sono mancati: «Devo dire che diverse società si sono mostrate interessate, come Pesaro e Reggio Emilia. Alla fine però ho scelto Cremona e sono contento così».
A pesare sulla sua decisione senza dubbio la presenza di Meo Sacchetti, coach della Vanoli e della Nazionale al tempo stesso, che proprio qualche giorno fa ha convocato il “suo” Fontecchio per gli impegni azzurri nelle qualificazioni mondiali di fine mese: «È una cosa che fa sicuramente molto piacere. Ho avuto la fortuna di esser convocato anche a novembre, quando giocavo a Milano. Il fatto che ora le qualificazioni si giochino durante l'anno e non più in estate aiuta noi giovani a metterci in luce, perché molte squadre che partecipano all'Eurolega non mandano i loro giocatori. Io spero di sfruttare al massimo l'occasione». Esattamente come sta facendo nella sua nuova casa, Cremona. Da quando è arrivato il suo rendimento ha subito una metamorfosi, e a beneficiarne è stata tutta la squadra: «Sono molto contento dell'impatto che ho avuto. Abbiamo vinto sei partite su dieci, senza dimenticare le due sconfitte con Milano e Venezia arrivate per un soffio. Anzi, a Milano ho anche avuto tra le mani la tripla del successo, ma la palla non è entrata», racconta con un filo di amarezza. «A Cremona si vive bene, l'ambiente aiuta, i tifosi stanno vicino alla squadra. Penso ci siano tutti gli ingredienti per vivere una seconda parte di stagione in cui vogliamo toglierci le nostre soddisfazioni, a partire dalla Coppa Italia. E magari entrare tra le prime otto a fine campionato».
Del resto Fontecchio è stato sempre abituato a ragionare un passo per volta, senza fare voli pindarici o guardare troppo in là. Tutto questo viene fuori ancora una volta quando il ragazzo di Pescara prova ad immaginare il suo futuro: «Credo che parlarne adesso non avrebbe senso. Sono da poco arrivato a Cremona e l'unica cosa che voglio è far bene qui. Resterò in prestito alla Vanoli fino a giugno, poi si vedrà. Il mio cartellino è di proprietà di Milano, con cui ho un contratto fino a giugno 2019. Quando arriverà il momento valuteremo tutti insieme quale sia la strada migliore». Magari nel relax di casa sua. «A Pescara non riesco a tornare molto spesso, solo in estate. A volte mi manca, ma so che adesso la mia vita è questa».
Adriano De Stephanis
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