Cuzzolino: il Pescara sulla vetta d’Europa? Vedo la coppa al 50%

18 Aprile 2016

Il fuoriclasse argentino vuole riportare dalla Spagna la Uefa Futsal Cup: «Per noi sarà una battaglia molto dura»

PESCARA. Il futsal nel cuore, anzi, sulla pelle. Il Pescara calcio a 5 da venerdì a domenica sarà in Spagna, a Guadalajara, a pochi chilometri da Madrid, per provare a salire sul tetto d'Europa. C'è il palio la Uefa Futsal Cup e venerdì sera, in semifinale, incontrerà i padroni di casa dell'Inter Movistar.

L'avversario peggiore, calcolando la caratura della rosa, un mix di nazionali spagnoli, portoghesi e brasiliani fortissimi, con la stella Ricardinho pronto a stupire ancora.

Sulla carta il Pescara non è favorito, ma in squadra c'è chi già ha vinto questa coppa. Come Leandro Cuzzolino, 28 anni, che nel 2011, con Colini in panchina, ha alzato quel trofeo al cielo. Sono passati 5 anni ed è giunto il momento di interrompere il digiuno. “Cuzzo”, come lo chiamano i compagni di squadra, ci crede e vuole riportare a casa il trofeo. Per lui il futsal è ragione di vita. Nato e cresciuto in Argentina da genitori di origini calabresi, l'universale biancazzurro ha iniziato la sua carriera nel Caballito Juniors, squadra di proprietà del papà e che adesso cura direttamente, anche se a distanza. Quel Caballito che ha tatuato sul suo corpo, proprio per non dimenticare le origini.

Cuzzolino, lei è uno specialista. Come si vince la Uefa Cup?

«Nel 2011 con il Montesilvano tutti ci davano per spacciati. Scrivevano e dicevano che le altre squadre potevano farci 7-8 gol. Per noi è stato un vantaggio e alla fine abbiamo alzato la coppa. Adesso questa squadra è molto più matura, ci sono tanti giocatori e che hanno vinto parecchio. Sappiamo che affronteremo il miglior club del mondo e non dobbiamo lasciare nulla al caso».

Ricardinho è il vostro spauracchio?

«Non c'è solo lui. Nell'Inter Movistar ci sono 7-8 giocatori della Nazionale spagnola e brasiliana molto forti. Non possiamo concentrarci solo su di lui. Sappiamo che è fortissimo, ma anche noi abbiamo le nostre armi».

Come vi state preparando?

«Siamo tranquilli. La stiamo preparando bene e siamo concentrati. Questo è l'appuntamento più importante dell'anno. La società ci tiene anche tanto e anche noi».

Una battaglia durissima.

«La nostra colonna sonora sarà The Battle, del film il Gladiatore. Per noi sarà una battaglia. Voglio regalare questa gioia alla società, loro hanno creduto tanto in me».

Ci racconta i suoi inizi in Argentina?

«Sono molto amico di Ricky Alvarez, ex Inter, ora alla Sampdoria. Siamo cresciuti insieme. Sa che ci giochiamo la finale e farà il tifo per noi. Ci conosciamo da bambini, giocavano assieme nella squadra di quartiere, il Caballito Juniors. Poi lui ha scelto il calcio e ha fatto la sua carriera. Io ho scelto il futsal, perché c'è più tensione e giochi parecchio con il pallone tra i piedi a differenza del calcio».

Cosa ci dice di Colini?

«Lui o lo ami o lo odi. Il suo pregio è che dice quello che pensa in faccia e non si fa grandi problemi. Con me si è comportato benissimo, un vero signore. Una volta, appena arrivato a Montesilvano, mi ha lasciato anche la sua casa e lui è andato ad abitare in un tugurio».

Il suo pronostico?

«Abbiamo il 50% di possibilità di vincere la coppa».

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