D’Agostino senza dubbi: «Zeman è una garanzia»

L’ex biancazzurro scoperto dal boemo ai tempi della Roma
PESCARA. Il primo ritiro da calciatore professionista lo fece quasi venti anni fa con la Roma di Zdenek Zeman. A distanza di tanto tempo, Gaetano D’Agostino conserva ancora i ricordi delle fatiche che sopportò in tenera età. Aveva 16 anni ed era una promessa delle giovanili giallorosse. A Pescara, invece, l’ex centrocampista di Udinese e Fiorentina che ora ha 34 anni e allena l’Anzio in serie D, arrivò nell’estate del 2012, quando il tecnico boemo lasciò l’Abruzzo per tornare alla Roma. Il Pescara lo ingaggiò a gennaio 2013, ma la sua esperienza fu condizionata da un brutto infortunio. Alla fine D’Agostino collezionò solo 7 presenze segnando 2 reti e il Delfino retrocesse in serie B.
D’Agostino, anche stavolta il campo ha confermato che il Pescara e la A sono incompatibili.
«Purtroppo sì. Dopo aver raggiunto la promozione si era creato un grande entusiasmo e la società ha deciso di puntare sui protagonisti del salto di categoria. Ma tra la A e la B le differenze sono enormi e se in rosa non ci sono calciatori che conoscono la massima serie il rischio di fare brutte figure è sempre dietro l’angolo. A questo aspetto bisogna aggiungere che la squadra non ha la struttura fisica adatta per la A».
La qualità delle ultime della classe è scadente. Sarebbe bastato poco per lottare fino alla fine, non crede?
«Sì. È successa la stessa cosa al Frosinone nella passata stagione, anche se i ciociari sono stati più competitivi del Pescara. Lo stesse accadde al Sassuolo al primo anno di A. A gennaio la dirigenza corse ai ripari ingaggiando alcuni calciatori esperti e gli emiliani riuscirono a salvarsi. Poi hanno capito che per restare stabilmente nella massima serie bisognava avere in organico elementi che conoscono la categoria. Inoltre, al Pescara sarebbe servito un attaccante affidabile per rimpiazzare Lapadula. A proposito, lui era il valore aggiunto, ma al Milan gioca poco. Questo avvalora ancora di più la tesi secondo la quale tra la A e la B c’è un abisso».
A un certo punto la dirigenza ha esonerato Oddo sostituendolo con Zeman. Mossa giusta?
«Si sa che nel calcio l’allenatore è il primo a pagare. A me il calcio di Oddo piace molto e anche nel torneo in corso ha dimostrato di avere buone idee. Ora c’è Zeman e mi sembra la scelta giusta per ripartire con grandi ambizioni».
Cosa pensa del boemo?
«È un grande allenatore. In giro si parla di Guardiola, di Pochettino e altri tecnici di alto livello, ma la verità è che l’inventore del calcio iperoffensivo è Zeman. Ho un ottimo ricordo del boemo. Quando ero alla Roma mi portò in ritiro con la prima squadra, avevo 16 anni. È stata una grande palestra lavorare con lui da giovane, anche se ricordo ancora le fatiche della preparazione. Correvamo come i matti, però poi si vedevano i risultati».
Zeman portò il Pescara in A nel 2012. Riuscirà a fare il bis?
«Se la dirigenza gli darà ascolto nella costruzione dell’organico sono certo che nella prossima stagione in B il Pescara sarà la squadra da battere».
Lunedì c’è Pescara-Roma. Risultato scontato?
«Sulla carta c’è troppa differenza di valori, ma sono convinto che il Delfino onorerà il campionato fino alla fine. Non sarebbe corretto mollare e in ogni caso non sarei sorpreso nel vedere i biancazzurri dare filo da torcere ai giallorossi».
Che ricordi ha di Pescara?
«Negativi per la retrocessione e per il grave infortunio che mi impedì di giocare con continuità, ma per il resto sono stato divinamente. Ne parlo spesso con mia moglie, anche a lei la città piace da morire. Torneremo il 3 giugno per una partita del cuore e, visto che sono nato il 2, arriverò prima per festeggiare il compleanno in un posto bellissimo dove ho lasciato tanti amici».(g.t.)
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