D’Arcangeli: «Faccio i complimenti ai ragazzi»

Il coach loda la prestazione: «Non era facile qui». Osservatori Nba sugli spalti per il 2000 Eboua
PORTO SAN GIORGIO. La sconfitta brucia in casa biancoblù, ma non lascia gli Sharks delusi per come sono andati i 40 minuti di gioco. Tant’è che in sala stampa è lo stesso coach Germano D’Arcangeli a fare i complimenti ai suoi giocatori. «Io devo complimentarmi con i ragazzi, per la prestazione, per lo spirito messo in campo, per gli sforzi fatti nei quaranta minuti di gara», le parole del coach biancoblù, «non era facile giocare contro questa squadra in casa, che veniva già da una striscia di dieci vittorie consecutive». E non è solo questo il motivo per cui per Roseto, ieri sera, non era facile giocare al Palasavelli. «Questa è una squadra tosta», le parole di coach D’Arcangeli riferendosi agli avversari, «e se n’è accorta la scorsa settimana Piacenza». La stessa squadra, la Bakery, che nel turno prima di Jesi era stata battuta dagli Sharks.
Anche ieri, rileva D’Arcangeli, il fatto che mancassero i due playmaker di Montegranaro, ancora infortunati, non ha affatto facilitato i compiti agli Sharks. «Hanno avuto una bella capacità di reagire e noi alla vigilia non abbiamo cambiato il nostro piano partita. Non potevamo farlo, perché sapevamo già che se i giocatori passano la palla a Corbett e Simmons, poi il canestro gli arriva comunque». Non è deluso il coach di Roseto, perché di più i suoi non potevano fare, hanno messo in campo tutto quello che si poteva. «Ci siamo giocati la chance di vincere», le parole di D’Arcangeli, «abbiamo difeso bene, costringendo la Poderosa a fare fatica, bloccandole molti contropiedi. Il fatto di limitarli in attacco, però, ci ha tolto lucidità vicino al canestro».
Tra i protagonisti della partita giocata da Roseto c’è stato il giovanissimo Paul Eboua, classe 2000, che non ha mostrato timore di scendere in campo. Ha dato molto ai suoi compagni e al coach che lo ha fatto giocare per più di 27 minuti (15 punti con un bel 6 su 8 da due, che gli sono valsi un 8 di valutazione). «Una partita difficile, giocavamo contro una squadra molto atletica», le parole del numero 12 biancoblù, «è stato complicato stargli attaccati e andare a rimbalzo». La sua gara l’ha fatta bene, e a guardarlo, sugli spalti, sono stati visti due possibili osservatori Nba. «Non ha influito sulla mia gara, non è la prima volta che mi guardano», chiude Eboua, «io faccio sempre quello che mi chiede il coach. E anche oggi è stato così. Non penso a chi mi guarda mentre sono in campo».(a.m.)

