D’Aversa: eravamo stanchi i fischi sono ingenerosi

3 Maggio 2015

Il tecnico rossonero: «Volevamo regalare un sogno alla società e alla città, ma a tre turni dalla fine ci troviamo ancora a inseguire la salvezza»

LANCIANO. A detta di mister Roberto D’Aversa contro la Ternana doveva esserci un Lanciano cinico, che badava al sodo, al risultato più che al bel gioco. E’ stato un Lanciano che invece nel primo tempo ha creato come al solito molte palle gol ,senza concretizzarle, ha fatto circolare molto palla e ha espresso un bel gioco. Calando però nel secondo tempo in cui ha sì badato a mantenere il risultato, ricevendo però i fischi da una parte del pubblico del Biondi che il pareggio non l’ha proprio gradito. «Per quanto fatto durante tutto l’anno i miei ragazzi non meritano i fischi», ha detto D’Aversa a fine gara, «e dispiace averli sentiti. Ma il tifoso paga il biglietto può fischiare e fare i commenti che vuole. Forse, si aspettava di vincere, ma vi assicuro che i primi ad essere rammaricati per non aver conquistato i 3 punti siamo noi. Sono orgoglioso dei ragazzi e comunque dal pubblico ho sentito anche applausi, non solo fischi».

Tre punti sfumati con un altro episodio poco fortunato; l’autorete di Aquilanti. «L’autorete rispecchia l’andamento del campionato affrontato», ha fatto notare il tecnico, «con una rosa non molto ampia (24 giocatori), con molti infortuni seri e lunghi e squalifiche. I ragazzi sono stati bravi a recuperare lo svantaggio arrivato ancora una volta per sfortuna e dopo appena 8 minuti di gioco. Un gol che ha cambiato la partita; avevamo infatti impostato una gara diversa. Un primo tempo comunque giocato bene e in cui abbiamo sprecato molto. Nel secondo tempo entrambe le squadre sono calate». Un calo dovuto al caldo e al fatto che molti giocatori erano alla terza partita in 7 giorni. «Venivamo da due gare in cui avevamo speso molto», ha fatto notare D’Aversa, «nel derby abbiamo speso forze fisiche e mentali, a Trapani siamo stati bloccati 7 ore in aeroporto. Ma i ragazzi hanno dato tutto. Un esempio è Mammarella che ha giocato con un problema al tendine che poi l’ha costretto ad uscire».

C’è ancora una volta rammarico nelle parole del tecnico pescarese: «Volevamo chiudere la questione salvezza. Volevamo regalare un sogno alla società e ai tifosi. Purtroppo ora è inutile pensare a quello che poteva essere e non è. La realtà è che dopo un bel campionato stiamo ancora cercando la salvezza. Alla fine tireremo le somme».

Ora la Virtus ha avanti tre gare impegnative contro Carpi, Spezia e Bologna. «Dobbiamo affrontarle nel migliore dei modi», ha chiuso D’Aversa, «abbiamo dato il massimo e continueremo a farlo fino alla fine per non rovinare quanto fatto finora. Ci aspettano tre gare difficili. Il Carpi? Non ci regalerà nulla. Non vorrà di certo fare brutta figura di fronte al proprio pubblico e poi raggiunto l’obiettivo della serie A giocherà in modo più sereno».

Manca un punto per quota 50, quella della salvezza e tecnico e squadra sperano di conquistarlo proprio a Carpi. Deve invece fare ancora altri punti la Ternana. «Era importante fare risultato a Lanciano e ci siamo riusciti», ha detto il tecnico Attilio Tesser, «in una partita in cui abbiamo rischiato poco e giocato con grinta e cattiveria, come del resto ha fatto il Lanciano, per almeno 60 minuti. Poi il caldo e la stanchezza si sono fatti sentire. Abbiamo sbagliato due occasioni nitide da gol; purtroppo è il nostro limite quest’anno. Con questo punto la Virtus credo sia ormai salva, noi ci giocheremo sabato contro la Pro Vercelli la permanenza in B». Tesser ha poi voluto fare un elogio a Mammarella: «E' un ottimo giocatore dal piede meraviglioso. Ha sfornato assist da ogni posizione. Per me è uno di quei giocatori che ha avuto una carriera inferiore alle proprie qualità».

Teresa Di Rocco

©RIPRODUZIONE RISERVATA