D’Aversa: il 2-2 è viziato da un netto fuorigioco

4 Marzo 2015

Il tecnico della Virtus loda la squadra per la prova del Menti: «Ma in certe fasi la gara andava gestita meglio». Marino: «Vicenza, che reazione d’orgoglio!»

VICENZA. Mister Roberto D’Aversa si presenta nella sala stampa del “Menti” giustamente soddisfatto della prestazione dei suoi ragazzi e rammaricato, ma neppure troppo, per il risultato finale giunto dopo un doppio vantaggio non gestito contro la squadra più in forma del momento in cadetteria. «Diciamo che si era messa bene per noi visto che potevamo operare in contropiede e abbiamo le caratteristiche per far male, però quasi allo scadere è arrivato il secondo gol del Vicenza».

Contestatissimo dalla panchina della Virtus Lanciano, tanto che l’arbitro nell’occasione ha espulso il tecnico dei frentani. «Sì, in quel frangente ho superato la mia area di competenza e quindi il direttore di gara mi ha cacciato», il racconto di Roberto D’Aversa. «D’altronde nell’azione del gol di Cocco mi era sembrata evidente la posizione irregolare di alcuni giocatori biancorossi davanti ad Aridità. Comunque fino a due anni fa giocavo e spesso mi arrabbiavo con l’arbitro, adesso capisco che è un mestiere non semplice. Non mi lamento quindi per l’arbitraggio, ma per la capacità di gestire la partita dei miei ragazzi. Con un uomo in più (dopo l’espulsione di Manfredini nell’azione che ha portato al calcio di rigore del momentaneo 1-2, ndc) avremmo dovuto gestire meglio certe situazioni, ma del resto questa è una pecca che ci portiamo avanti dall’inizio del campionato. Per esempio, Laverone è stato bravo a provocare la nostra espulsione: non dico ci sia stato errore arbitrale, semplicemente la dinamica dell’azione ha indotto il direttore di gara ad estrarre il secondo giallo. Così abbiamo lasciato tanti punti per strada, ma visto l’obiettivo di inizio stagione non ho niente da rimproverare ai miei ragazzi. Direi che, a parte Bari e Frosinone, abbiamo sempre fatto la prestazione, non solo qui a Vicenza. Non dimentichiamo che oggi (ieri, ndc) abbiamo affrontato una squadra, quella di Marino, che sta giocando il miglior calcio del torneo e veniva da ben sei vittorie di fila. Ne è venuta fuori una partita intensa e bellissima, come se ne vedono poche in serie B».

Forse è proprio questa consapevolezza a rendere meno amaro l’esito finale della sfida. L’allenatore del Vicenza ha a sua volta riconosciuto i meriti dell’avversario, specie nel pressing attuato dai rossoneri nel primo tempo. «Penso si siano viste due squadre che esprimono un ottimo calcio e d’altronde noi sappiamo che i nostri risultati possono arrivare solo attraverso il gioco», ha aggiunto D’Aversa.

Pensare a qualcosa in più della semplice salvezza è possibile? «Siamo consapevoli di avere ottimi giocatori davanti e soprattutto possiamo vantare un buon mix tra bravi “vecchietti” che sanno fare gruppo e giovani che crescono in fretta grazie appunto all’aiuto dei più anziani».

Sull’altro fronte è soddisfatto, invece, per il pericolo scampato, mister Pasquale Marino, che lamenta, però, la mancanza di spazi, intasati sapientemente dal Lanciano. «Questo tipo di partite si vince con gli episodi. Non era facile reagire dopo il rigore sbagliato, il gol del 2-1 del Lanciano e l’espulsione. Con un uomo in meno abbiamo avuto una reazione d’orgoglio che ci ha portato al pareggio nei minuti finali».

I complimenti al Vicenza sembrano d’obbligo per quanto dato. «Vanno girati alla squadra, non a me», chiosa Marino. Che già pensa alla sfida di sabato all’Adriatico di Pescara. Sarà la sua sfida, quella sul campo che nella passata stagione è stata per lunghi tratti suo.

Enrico Soli