D'Aversa: mancano 13 punti alla salvezza ma niente calcoli

17 Febbraio 2015

Il primo obiettivo dell'allenatore della Virtus è quello di fare punti partita dopo partita

LANCIANO. «Mancano 13 punti alla salvezza, ma non dobbiamo fare calcoli su dove e come ottenerli. Dobbiamo pensare a far punti partita dopo partita». Il primo obiettivo da raggiungere per mister Roberto D’Aversa resta la salvezza, ed è per questo che si comincia a fare il conto alla rovescia. «Ovvio che sarebbe bello vincerle tutte», ha detto il tecnico, «l’obiettivo infatti è fare questi punti il più presto possibile, ma non si possono fare calcoli, anche perché a noi i calcoli poi non sono mai riusciti; bisogna pensare partita dopo partita a conquistare il massimo. Ogni gara deve essere una finale. Poi in B non si possono proprio fare calcoli. Capita infatti che una partita che magari pensi di poter vincere come quella contro il Varese la perdi, e quella in cui magari pensi di soffrire, va liscia e la vinci, come accaduto sabato col Brescia».

E soprattutto non si possono fare calcoli con una classifica veramente corta, che vede squadre come il Catania nei bassifondi. «Abbiamo dietro di noi squadre come Latina, Catania che potenzialmente potrebbero vincere il campionato», ha fatto notare D’Aversa, «con un girone di ritorno da giocare. Abbiamo esempi negli anni scorsi di squadre che hanno fatto rimonte incredibili nel ritorno. Noi guardiamo in casa nostra, 37 punti sono tanti e segno che si lavora bene dal 14 luglio. Stiamo attenti e impegnati a fare meglio. Le squadre oggi favorite per la A? Carpi per i punti fatti e Bologna per la rosa che ha».

Niente calcoli quindi nemmeno per i diffidati. Sono cinque in casa rossonera: Troest, Aquilanti, Ferrario, Di Cecco e Monachello. Quindi c’è mezza difesa a rischio. «Non penso a dosare le forze, perché ci sono diffidati», ha spiegato D’Aversa, «io penso sempre a schierare la migliore formazione possibile».

E quella contro il Bari è una partita sempre delicata per la Virtus. I precedenti tra le due squadre in B pendono a favore del Bari (tre vittorie contro una della Virtus e un pareggio all’andata) e nel primo anno, quello di Carmine Gautieri in panchina e D’Aversa giocatore, arrivarono delusioni cocenti.

La Virtus fu sconfitta in casa con un sonoro 3-0. E al San Nicola i rossoneri, in vantaggio di tre reti, si fecero rimontare e superare in 6 minuti, perdendo 4 a tre. «Non ero in campo quel giorno», ha detto D’Aversa (era in panchina reduce da un infortunio), «ma lo ricordo benissimo. E, ovviamente, è un ricordo brutto. Non il più brutto dei tre anni di B. Per me il periodo più brutto è stato quello iniziale, quando si giocava a Pescara e pur giocando bene non riuscivamo a vincere».

Saranno pure passati due anni da quella sconfitta, ma molti dei protagonisti di quella sfida ci sono ancora oggi: Aquilanti, Amenta, Mammarella, Vastola Di Cecco Piccolo, Turchi e potrebbero essere in campo sabato. Di sicuro in campo ci sarà Aridità. L’infortunio di Nicolas e l’arrivo di un nuovo portiere, Davide Petrachi, ha cambiato la gerarchia dei portieri? «Una gerarchia ci deve essere perché è un punto di riferimento in un ruolo così delicato», ha detto il tecnico pescarese, «e ora c’è Vincenzo titolare, per quanto dimostrato sul campo ogni giorno in allenamento. Ora però bisogna pensare al Bari. Avremo di fronte una squadra che gioca in uno stadio con 40mila persone, ha un allenatore che conosco bene (D’Aversa e Davide Nicola sono stati compagni di squadra nella Ternana e nel Siena) ed è in gamba e ha avuto innesti notevoli».

Teresa Di Rocco

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