D’Aversa soddisfatto «Gara entusiasmante e Di Cecco super»

15 Febbraio 2015

Il tecnico rossonero chiede altri 13 punti per la salvezza La curva ricorda il compianto presidente Mercadante

LANCIANO. In settimana mister Roberto D’Aversa aveva chiesto ai suoi ragazzi grinta, determinazione, aggressività e intensità di gioco. E la Virtus ha risposto bene alle sollecitazioni, battendo il Brescia ben oltre il 2-0 finale. Un Lanciano che è tornato a vincere e a convincere dopo le due sconfitte di Varese e Frosinone. «E’ stata una prestazione entusiasmante», ha detto mister D’Aversa a fine gara, «una partita giocata a ritmi alti contro una squadra forte. Per me contava molto la prestazione e c’è stata. Dopo due sconfitte bisognava ripartire».

E la Virtus è ripartita nel migliore dei modi, aggredendo gli avversari dal primo all’ultimo minuto. «Dopo un primo tempo finito in parità dopo aver speso tanto temevo un leggero calo nella ripresa», ha confessato il mister rossonero, «invece i ragazzi hanno continuato a macinare gioco e occasioni. Avevo chiesto gran ritmo per superare il gap tecnico col Brescia e l’hanno fatto. Anzi, credo che per ritmo e intensità questa sia stata la migliore partita dei miei ragazzi».

Elogia come sempre il gruppo mister D’Aversa, ma una nota di merito va a Di Cecco per una partita quasi perfetta (è mancato il gol che in realtà aveva anche segnato ma è stato annullato). «Di Cecco ha fatto una grandissima partita», ha commentato il tecnico, «come tutta la squadra. Aridità anche, e si è guadagnato la fiducia allenandosi tutti i giorni senza dire una parola».

Al mister sono state chieste delucidazioni anche in merito al gol attribuito dalla Lega a Monachello (e in questo caso diventerebbe l'attaccante che ha segnato di più in rossonero in serie B con 8 gol)anche se in campo ad esultare più di tutti è stato Ferrario. «Non ho visto bene», ha risposto il mister, «ho visto Ferrario esultare e negli spogliatoi lui ha detto di aver preso la palla. Al di là di tutto è stato importante aver fatto gol».

E un gol l’ha fatto anche Thiam, preferito a Piccolo. «In settimana ho visto Mame (Thiam, ndc) molto bene fisicamente», ha spiegato D’Aversa, «si è allenato bene. Ha caratteristiche diverse da Piccolo, una maggiore profondità e ho scelto lui».

Tante gioie in casa Virtus ma c’è stato anche tempo per recriminare per un rigore non concesso dall’arbitro Pezzuto. «L’arbitro ha detto che ha ritenuto il tocco di mano del difensore bresciano involontario», ha precisato il tecnico pescarese, «errori e sviste ci possono stare, l’importante è che l’arbitro usi lo stesso metro di giudizio per entrambe le squadre e mi pare che l’abbia fatto». Complimenti per la Virtus, ma D’Aversa resta con i piedi per terra. «Ci mancano 13 punti, li dobbiamo fare in fretta. Non si può abbassare la guardia».

Caso Lotito. Una riflessione al tecnico rossonero è stata chiesta anche sul polverone sollevato dal presidente della Lazio Claudio Lotito. «Non è bello il ritratto del calcio venuto fuori dalle sue dichiarazioni», ha detto D’Aversa, «ma mi auguro che non sia così. Siamo una piccola realtà ma dobbiamo essere valutati per quanto dimostriamo sul campo. Credo debba essere questo a determinare chi sale in A e chi scende. Per me chi merita va avanti a prescindere dal nome e dalla grandezza della città».

Giunta. Nessun sorriso in casa Brescia. «Siamo scesi in campo non con la mentalità giusta, senza aggressività», ha commentato mister Salvatore Giunta, l’unico autorizzato a parlare in casa delle rondinelle. «Il Lanciano ha meritato la vittoria per lo spirito messo in campo, per l’aggressività, per come ha interpretato la gara. Noi abbiamo approcciato male la partita e non abbiamo confermato le cose buone fatte contro la Ternana Dobbiamo dare una svolta, tirare fuori uno spirito battagliero».

Il ricordo di Mercadante. Toccante il ricordo tributato a Stefano Mercadante presidente del Lanciano 90 morto giovedì,a cui è stato dato il merito di aver fatto rinascere il calcio lancianese dopo il fallimento del 1992. La Virtus ha giocato con il lutto al braccio, in curva uno striscione gli ha reso omaggio con queste parole: “Se siamo qui è anche grazie a te. Ciao Presidente”.Un messaggio di cordoglio è stato inviato anche dalla famiglia Maio. «Chi non cade non può rialzarsi e così è stato per il Lanciano che si è rialzato grazie all’ingegnere Mercadante uomo umile, grande appassionato di calcio. Se oggi siamo dove siamo è anche per merito suo».

Teresa Di Rocco

©RIPRODUZIONE RISERVATA