D’Onofrio: correre è gioia ora voglio gli Europei

L’atleta di Scontrone campione italiano: «L’obiettivo è gareggiare ad Amsterdam Spero che il titolo vinto a Fucecchio mi permetta di entrare in un gruppo militare»
PESCARA. La carriera di Daniele D’Onofrio, giovane promessa abruzzese del mezzofondo e del fondo dell’atletica leggera italiana, potrebbe essere a una svolta importante.
Il 6 marzo scorso ha vinto il titolo italiano assoluto di mezza maratona (Km 21,097) nella gara della Maratonina Città di Fucecchio, in provincia di Firenze. L’atleta sangrino di Scontrone, 22 anni, tesserato con la Nuova Atletica Isernia, ma cresciuto nell’Atletica Gran Sasso Teramo, ha valorizzato quella vittoria con una prestazione tecnicamente significativa per uno specialista della sua età: 1h 03’29”, un miglioramento di oltre due minuti. Ha inoltre preceduto al traguardo l’azzurro Ruggero Pertile, candidato a rappresentare l’Italia nella maratona delle Olimpiadi di Rio. D’Onofrio, che pur vanta diversi podi nei vari campionati italiani giovanili, aveva vinto un solo titolo in carriera, quello dei 10.000 metri su pista nella categoria Under 23, l’anno scorso. Ma questo ha tutto un altro sapore, soprattutto per le prospettive che gli apre in chiave azzurra, dove già vanta numerose presenze nelle varie rappresentative giovanili Under 20 e Under 23.
«È stato diverso vincere questa gara, perché ho gareggiato con atleti di livello internazionale», afferma con soddisfazione D’Onofrio. «Ho anche battuto un campione come Pertile, che andrà a Rio, e che considero un modello da seguire e un compagno di allenamento prezioso durante i raduni. Il tempo che ho fatto in gara, a 22 anni, è importante. Mi sono preparato con cura a questo appuntamento rinunciando alle gare di cross, che ho disputato solo per esigenze di società. In questa stagione voglio correre veloce anche i 10 mila su pista, dove punto a un tempo entro i 28 minuti».
Ha vinto il titolo italiano di “mezza”, ma non è stato convocato per i campionati del mondo della specialità, in programma sabato 20 marzo a Cardiff. Quali motivi dietro questa mancata convocazione? «Andrà solo Stefano La Rosa, perché la squadra maschile non la portano. È stata una decisione presa di comune accordo con il settore tecnico federale che in futuro, però, mi chiamerà stabilmente per i raduni di allenamento. L’obiettivo sarà invece la partecipazione ai campionati europei di Amsterdam, il 10 luglio, dove si disputerà la gara di mezza maratona al posto della classica maratona». Già, la maratona, dove si dice da tempo che dovrebbe essere il naturale approdo del suo talento. «Le premesse ci sono, e penso di aver dimostrato di valere, anche se non sono ancora un professionista a pieno titolo. Spero che questo risultato mi possa aprire qualche porta all’arruolamento in un gruppo sportivo militare».
L’atletica e, soprattutto, le specialità di resistenza, non godono di buona salute in Italia dal punto di vista della vocazione giovanile, ormai poco incline al sacrificio in ambito sportivo. Come si inserisce la sua esperienza di atleta e di giovane in questa generazione? «Correre non mi pesa, perché lo considero una gioia. Anzi, mi manca qualcosa se non lo faccio. Mi alleno due volte al giorno nei periodi di maggiore carico, dividendomi tra Scontrone e Isernia. Al riguardo, vorrei ringraziare il mio tecnico Luciano Di Pardo, che mi segue con attenzione, e il mio fisioterapista, Valeriano Di Padova, che mi ha aiutato molto durante i quattro mesi in cui sono stato fermo per un problema a un piede, la scorsa estate».
Roberto Ragonese
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