Da Ferrara a Parma: lievi miglioramenti negli stadi di serie A

Buona la risposta di pubblico nella prima giornata, ma resta il problema delle strutture da adeguare ai tempi
La risposta del pubblico nella prima giornata di serie A è stata buona. L’effetto Cristiano Ronaldo si avverte, c’è fibrillazione al botteghino grazie a un rinnovato entusiasmo attorno al calcio italiano. Il trend delle presenze negli stadi è stato ribaltato, la passata stagione (24.227 spettatori la media) si è chiusa con un segno positivo (più 2.010 a partita). E ci sono le premesse per fare ancora meglio.
Basti pensare all’Inter e alla Juve che hanno chiuso in anticipo la campagna abbonamenti, alla Roma che ha migliorato il dato dell’anno scorso, alla Sampdoria che ha già sfondato quota 16mila tessere vendite e alla Fiorentina oltre 17.000. Tutto questo, nonostante gli stadi vecchi e obsoleti, uno dei (presunti) motivi di ritardo della serie A rispetto al resto d’Europa. Questo è l’atto di accusa mosso, in più occasioni, per motivare gli insuccessi a livello di club e di Nazionale. Ma, va detto, che un po’ alla volta, in maniera lenta, qualcosa si sta muovendo. L’impiantistica fa registrare dei piccoli miglioramenti in un contesto comunque vetusto. Torino, con lo Stadium e l’Olimpico, Roma con l’Olimpico, Milano con la cattedrale-San Siro e Firenze con il suo Franchi rimangono le vetrine della serie A. Dietro le quali si registra un po’ di fermento. A Frosinone c’è lo Stirpe di Casaleno (capienza 16mila posti), inaugurato poco meno di un anno fa. Che, però, aprirà le porte alla serie A in ritardo per via della squalifica rimediata dai ciociari al termine della passata stagione in B.
In Emilia Romagna il Sassuolo ha lo stadio di proprietà, il suo Mapei di Reggio Emilia (22.000), oggetto di contestazione da parte dell’Inter per un manto erboso non all’altezza della situazione per la prima di campionato. A Ferrara il Paolo Mazza sta per diventare un gioiellino all’inglese: tutto coperto, tutto biancazzurro, tutto a sedere. Si lavora sodo per l’ampliamento della curva Ovest mentre sul lato opposto rinasce la curva Est, speculare e coperta. Poi, verrà coperto anche il settore distinti. Capienza 16mila posti. Forse pochi per la serie A, ma comunque un sostanziale passo in avanti. Pochi chilometri più a ovest, sempre in Emilia, ecco Parma che ritrova la A a sole tre stagioni dalla radiazione. Al Tardini (23mila posti) sono stati ricollocati i nuovi seggiolini, tutti gialli, in ottemperanza alla nuova normativa che impone in A e in B sedute con schienale alti almeno 30 cm. Buono il colpo d’occhio e elegenti gli «skybox» sistemati nelle due tribune. A Bergamo situazione di stallo per i lavori di ristrutturazione dello stadio Atleti Azzurri d’Italia (21.300 posti), dopo che l’Atalanta (con la società Stadio Atalanta srl) si è aggiudicata l’impianto. Il progetto sarebbe quello di abbattere e ricostruire settore per settore per consegnare un nuovo impianto per la stagione 2020-21.
A Cagliari si continuerà a giocare nella Sardegna Arena, impianto metallico e temporaneo (circa 16mila posti), edificato nel parcheggio del vecchio Sant’Elia, in attesa che ne sorga un definitivo proprio sull’area del vecchio (e mastodontico) impianto. La capienza inizialmente fissata a 21.000 posti a sedere, è stata successivamente incrementata a 25.200 spettatori, con possibilità di salire a 30.000. A Empoli c’è fermento, malgrado si continui a giocare in un Castellani uguale (16.000 a sedere): la volontà è però quella di darsi un impianto da 20.000 tutto coperto e con le tribune attaccate al campo. A Bologna il Dall’Ara (oggi 36.000 posti) sarà restaurato nel tempo senza interferire sull’utilizzazione del campo da gioco per le partite di campionato. A fine lavori lo stadio avrà una capacità di 27.000 posti circa, che potrebbe essere aumentata fino a 29.500. Da stabilire i tempi di realizzazione. Nessuna novità in vista per il Ferraris di Genova (36.600) e il Bentegodi (31.000) di Verona dove sabato ha debuttato Ronaldo.
Le noti dolenti arrivano da Napoli dove il San Paolo è in via di ristrutturazione con la società costretta a rinunciare alla campagna abbonamenti e il presidente De Laurentiis impegnato in un braccio di ferro con il sindaco De Magistris.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

