Da Lanciano ad Atene, Carosella è l’uomo delle 100 maratone

13 Novembre 2018

LANCIANO . Domenica ad Atene Federico Carosella, lancianese classe 1951, ha tagliato per la centesima volta il traguardo di una maratona. Un primato che nel comprensorio frentano non ha mai raggiunto...

LANCIANO . Domenica ad Atene Federico Carosella, lancianese classe 1951, ha tagliato per la centesima volta il traguardo di una maratona. Un primato che nel comprensorio frentano non ha mai raggiunto nessuno, ma che anche in Abruzzo vantano in pochissimi. A rendere ancor più singolare il record, è che il 67enne di Lanciano non è un podista di lungo corso. Ha iniziato quasi per caso, nel 2004: «Era proprio in questo periodo, in una serata di nebbia fitta», ricorda Carosella, «quando da un po’ di tempo andavo a fare qualche giro alla pista d’atletica: il custode, il compianto Guglielmo Memmo, ogni volta che ricomparivo attraverso la foschia mi chiedeva se non stessi preparando una maratona... E allora mi sono detto: perché non farla davvero?». Così nel marzo del 2004 Carosella corre a Roma. Da allora inizia con il ritmo di 7-8 maratone all’anno, sempre senza l’affanno del tempo e senza seguire allenamenti o regimi alimentari particolari: giusto tre o quattro corsette a settimana. «In Italia sono stato un po’ dappertutto, sia in grandi città sia in centri minori», racconta Carosella, «e poi a New York, Londra, Oslo, Transilvania, la Spagna... Di solito è anche l’occasione per una piccola vacanza. Non c’è un gruppo fisso, anche se all’estero quello con cui ho fatto più maratone è stato Lino Del Papa, che mi ha accompagnato anche in Grecia: ci siamo conosciuti a New York e, visto che lui è professore di inglese all’Anglo American Center e io non parlo lingue straniere, gli ho detto organizza tu che io ti vengo dietro».
Tutte le corse di Carosella, iscritto al gruppo podistico Il crampo di Lanciano, sono certificate dal Club super marathon Italia, che ha sede a Bologna. Il suo record poteva arrivare anche prima «se non fosse stato per qualche imprevisto», sottolinea, «come una corsa a Pisa annullata per la neve, o un’altra in Macedonia perché, a causa di scontri armati al confine, venne dichiarato il coprifuoco. E poi il Lanciano in serie B: già per la finale play off a Trapani rinunciai a una gara, poi durante il campionato spesso ho preferito andare allo stadio». Da ogni corsa torna con una medaglia di partecipazione che allinea meticolosamente nel corridoio di casa, dove però si annida pure l’unico piccolo rimpianto della sua carriera di maratoneta: «Purtroppo ne sono ancora 99», ammette, «perché al Mugello, al posto della medaglia, ci dettero una spalletta di maiale salato».
(a.r.)
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