Da Roseto fino alla serie A: Marini è diventato un big

7 Luglio 2024

Basket, a Trapani l’ala ha vinto il secondo campionato di A2 dopo quello di Napoli Da un’intuizione di coach Trullo la scintilla per una carriera ricca di soddisfazioni

ROSETO. Tornato nella sua Roseto per qualche giorno di vacanza dopo aver portato pure Trapani in serie A, Pierpaolo Marini ala di 2 metri classe 1993 si gode il suo status di giocatore di prima fascia in serie A2, conquistato a suon di belle prestazioni e conseguenti titoli in bacheca. E così dopo aver vinto una Supercoppa e relativa promozione in serie A con Napoli qualche stagione fa, quest’anno ha concesso il bis con Trapani vincendo pure la Coppa Italia. Pur da giocatore affermato Marini confessa che dentro c’è ancora qualcosa di quel bambino che iniziava a divertirsi con una palla a spicchi: «Ricordo con piacere i tempi della Scuola Minibasket Roseto e poi della Virtus: già sentivo dentro quella voglia di competere che mi ha portato fin qui. Ce l’ho sempre avuta quella voglia di vincere, ma anche quella di essere concreto in campo, è la mia fiammella che rimane sempre accesa». A meno di vent’anni in A2 Silver con la sua Roseto, la mossa che lo fa diventare un giocatore vero: coach Trullo lo mette in quintetto al posto dell’americano Sowell e da lì non si ferma più: «Tony con quella scelta un po’ azzardata mi diede una grande iniezione di fiducia: togliere l’americano per mettere dentro un italiano perdipiù un rosetano, e proprio a Roseto! Poi, da lì negli anni successivi di Roseto anche partendo dalla panchina ho sempre vissuto il tutto come una crescita, ritagliandomi man mano il minutaggio, continuando a migliorare». Facciamo un bel salto, oggi a 29 anni è diventato un giocatore completo: «Ho anche l’esperienza che mi aiuta nelle scelte. A Trapani per esempio ero partito da titolare, ma poi ho accettato di fare il sesto uomo per il bene della squadra: avevo capito che non contavano le primedonne, ma solo vincere. Ne avevo viste troppe di corazzate partite per dominare e invece fallire gli obiettivi». Prima di Trapani c’è stata l’avventura col Napoli, ed una stagione giocata in serie A: «Un bel ricordo, ho avuto l’opportunità di misurarmi con quei campioni che vedevo solo in tv. Una stagione di certo non facile, ma che è servita per crescere, imparando anche a giocare di meno per il bene del gruppo». Alla fine, però, voleva solo tornare a far la voce grossa sul parquet e andò a Treviglio in A2 facendo una grande stagione: «Vero, siamo andati fortissimo uscendo solo in semifinale play off. Una stagione super che mi ha permesso di ricevere poi la chiamata dell’ambiziosa Trapani». Dove il nuovo presidente Antonini la sceglie prima di tutti: «Mi ha voluto a tutti i costi. Ho scoperto un uomo visionario, ma molto concreto che a Trapani ha preso calcio e basket rivoluzionando l’ambiente e facendo tutto quello che aveva promesso: gli sarò per sempre grato di avermi fatto vivere quell’avventura». Marini però non seguirà Trapani in serie A: «Mi vedo protagonista in una squadra forte e ambiziosa di A2», conferma ’Obama’ come lo chiamano per una certa somiglianza con l’ex presidente USA che poi pensando a quella canotta biancoblù numero 13 che negli ultimi dieci anni si è diviso con il play Edoardo Di Emidio, suo compagno di scorribande fin dai tempi del minibasket ragiona col cuore: «Mai dire mai, amo Roseto, è la mia squadra del cuore: dovessero esserci le condizioni giuste a loro non potrei mai dire di no».
Marco Rapone
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