Da Verratti a Di Fulvio, ecco tutti i medagliati

22 Agosto 2016

Gli abruzzesi (anche quelli acquisiti) che sono saliti sul podio nei Giochi olimpici estivi

La prima delle dieci medaglie vinte da un abruzzese alle Olimpiadi arriva da uno sport che in Abruzzo non ha mai espresso atleti di altissimo livello: la scherma. A conquistarla nel 1936 a Berlino è Ciro Verratti, nato ad Archi nel 1907 ma trapiantato a Milano, dove muore nel 1971.

In occasione dell'undicesima edizione dei giochi olimpici Verratti sale sul gradino più alto del podio con la squadra di fioretto maschile, con la quale aveva già vinto due volte i campionati internazionali della specialità. Tra l'altro lo schermidore originario di Archi all'attività sportiva affianca con profitto anche quella giornalistica: scrive di ciclismo per il Corriere della Sera, testate per la quale nel Dopoguerra sarà anche inviato speciale. Inoltre proprio nell'anno in cui vince l'oro a Berlino, Verratti ha occasione di interpretare il protagonista nel film «Il corsaro nero». Dodici anni dopo il fiorettista archese, è l'aquilano Ivano Fontana che ai giochi di Londra, a 22 anni, si aggiudica il bronzo dei pesi medi. Per vedere di nuovo un abruzzese sul podio bisogna aspettare il 1968: a Città del Messico nel ciclismo su strada la squadra italiana di cronometro si piazza terza, e uno dei quattro componente è Vittorio Marcelli. Nato a Magliano de' Marsi nel 1944, nel 1967 Marcelli si era aggiudicato il Giro d'Italia dilettanti. È ancora bronzo per la nostra regione nell'Olimpiade successiva, quella organizzata a Monaco di Baviera, passata tristemente alla storia per per l'attacco di terroristi palestinesi alla delegazione israeliana nel villaggio olimpico: Anselmo Silvino, teramano classe 1945 sale sul podio del sollevamento pesi; già oro ai Giochi del Mediterraneo del 1971, l'atleta teramano è stato anche otto volte campione italiano. Dopo un digiuno di altri venti anni, a Barcellona sono ben tre i nostri corregionali a tornare in Abruzzo con una medaglia.

Il marciatore pescarese Giovanni De Benedictis, allora 24enne, si aggiudica il bronzo nella 20 chilometri: il '92 è un anno difficile da dimenticare per De Benedictis, perché a febbraio a febbraio ai campionati europei di atletica leggera indoor ha vinto l'oro nel 5.000. Da Barcellona riporta invece a casa l'oro Amedeo Pomilio, francavillese nato a Chieti nel 1967, che è in vasca con il Settebello che in finale batte la Spagna di Manuel Estiarte ai tempi supplementari. Pomilio sale sul podio con la nazionale italiana anche ad Atlanta 1996, dove si mette al collo l'argento, e vive in prima persona il periodo d'oro del Settebello azzurro, che negli anni '90 vince anche due campionati europei e due Mondiali. Nel canottaggio, sempre nell'Olimpiade ospitata in Catalogna, c'è invece in gara il ventenne Alessandro Corona, ortonese di nascita e marchigiano di adozione, che alla prima delle sue quattro partecipazioni ai giochi olimpiaci taglia il traguardo al terzo posto con la squadra italiana nel quattro di coppia. Infine, l'ultima abruzzese ad aggiudicarsi una medaglia prima di quelle dell’ortonese Paolo Nicolai e del pescarese Francesco Di Fulvio, era stata Fabrizia D'Ottavio dodici anni fa ad Atene: a 19 anni la D'Ottavio vince l'argento nel concorso a squadra di ginnastica ritmica. Oltre a chi ha visto i natali in Abruzzo, ci sono altri medagliati legati alla nostra regione. Ad esempio Marco D'Altrui, oro con Pomilio nel 1992, benché napoletano di nascita è pescarese di adozione. Ma la più celebre è probabilmente Ondina Valla, specializzata negli ostacoli e prima donna a vincere un oro alle Olimpiadi: la Valle, atleta eclettica e versatile, nel 1936 arriva prima negli 80 metri a ostacoli; si è trasferita all'Aquila con il matrimonio, e in Abruzzo è stata anche campionessa regionale di lancio del peso.

Andrea Rapino

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