Da Zoffoli a Fattori: così L’Aquila diventa capitale del rugby

7 Febbraio 2017

La nascita della prima squadra nel 1936, da allora la palla ovale è entrata nel Dna del capoluogo

L’AQUILA. Il rugby a L’Aquila si identifica con una sola persona: Tommaso Fattori, il fondatore di questa disciplina nel capoluogo. E quando si parla di rugby, in Abruzzo, ma anche in tutto il Centro-Sud, il punto di riferimento era e resta L’Aquila.

La nascita nel 1936. Ma come scriveva Domenico Marcozzi nel secondo volume della “Storia dello sport abruzzese”, un’opera in due parti edita dalla Regione Abruzzo, stampata il 19 aprile 1989, chi ha introdotto veramente la disciplina della pallaovale a L’Aquila, è stato Guglielmo Zoffoli, estremo della Rugby Roma e della Nazionale. Zoffoli, ufficiale di complemento, era in città e per passare il tempo prese un pugno di giovani e cominciò a instradarli alla disciplina.

Primo campionato. L’Aquila fu inserita in un girone eliminatorio con Terni, Macerata e Chieti, nel campionato dei comandi federali della Gil.

L’incontro con Fattori. Sugli spalti di Terni c’era Tommaso Fattori, che era uno dei migliori giocatori a livello nazionale. Le sue squadre erano la Roma e l’Italia. Fattori era osservatore come allenatore della squadra del comando federale di Perugia e cercava talenti. Vide L’Aquila e rimase colpito dal modo di giocare degli aquilani: e fu grande amore.

Passarono, però, un paio d’anni prima che Fattori approdasse all’Aquila, chiamato da Walter Crociani, ufficiale dell’Esercito, nel 1938.

L’Aquila tra le big. Con Tommaso Fattori L’Aquila cominciò subito a volare e si piazzò al 4° posto, dietro a Rovigo, Milano e Torino, nel campionato del 1938-39.

La prima vittoria. Non c’erano gli scudetti, allora, ma la prima vittoria del campionato, con Fattori, arrivò nel 1941-42: era il campionato Gil. La Gil era l’acronimo di Gioventù italiana del littorio (l’inconsapevole Mussolini allora ignorava che “Gil” è anche un nome ebraico che significa “gioia”). Da lì il rugby è entrato nel Dna aquilano e, nonostante una gloriosa squadra di calcio, la pallaovale è diventata il simbolo della città. Fattori, però, non riuscì a vedere coronato il suo sogno: lo scudetto. Disputò la finale contro le Fiamme Oro Padova nel 1958-59, ma fu sconfitto: morì l’anno dopo, nel 1960.

I primi stranieri. Nel 1972 ci fu l’apertura agli stranieri. All’Aquila arrivò il tecnico gallese John Powell-Rees, che portò Brian Davis e Patrick Costeloe. Sfiorò per due anni di seguito il titolo. Ma lanciò giovani come Massimo Mascioletti e Serafino Ghizzoni.

Gli scudetti. Il primo scudetto arrivò con Sergio Del Grande allenatore: era la squadra dei Di Zitti e Autore, nel 1966-67. Il secondo nel 1968-69: L’Aquila dominava in Italia. 15 anni dopo il terzo, con Antonio Di Zitti presidente e un grande straniero: il sudafricano Rob Louw. Era un’altra svolta epocale: quella degli sponsor. Prima la Mael, poi la Scavolini. Il quarto tricolore l’anno dopo, con Loreto Cucchiarelli. Nel 1994-95 L’Aquila di Massimo Mascioletti conquistò uno storico quinto titolo ai danni del Milan Rugby di Silvio Berlusconi. “Davide che batte Golia”, fu definita quella finale di Padova, con 4.000 aquilani al seguito.(v.p.)

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