Dai fischi agli applausi, finalmente si rivede il Pescara di Zeman

4 Novembre 2017

Va in vantaggio, si fa ribaltare dal Palermo e pareggia con Brugman Nella ripresa le cose migliori dopo un primo tempo sofferto

PESCARA. Prende fischi e insulti prima dell’intervallo e strappa applausi alla fine. Pazzo Pescara. Va avanti, si fa raggiungere e ribaltare dalla capolista. Risorge, pareggia, prende a schiaffi il Palermo, va vicino più volte al colpo del ko e rischia grosso a pochi secondi dalla fine. È tornato il Pescara di Zeman, almeno quello visto nel secondo tempo con il Palermo, che riporta in Sicilia un punto pesante dopo il 2-2 maturato all’Adriatico. Dopo due (brutte) sconfitte consecutive i biancazzurri sono tornati a muovere la classifica. I timbri di Capone e Brugman - entrambi a quota 4 nella classifica marcatori- però non bastano per tornare alla vittoria. All’Adriatico si è visto un buon Pescara, il Pescara di Zeman, nella seconda parte di gara che lascia ben sperare per il futuro.
Zeman fa tredici e cambia di nuovo la formazione, la tredicesima, appunto, dall’inizio della stagione. Crescenzi al posto di Zampano in difesa e il rilancio di Capone nel tridente d’attacco.
I biancazzurri partono benino, sembrano più spigliati e con il baricentro piuttosto alto rispetto alle precedenti gare. Il Delfino dopo dieci minuti passa in vantaggio, con Christian Capone bravo a sfruttare un lancio lungo di Coda. Il gioiellino arrivato in prestito dall’Atalanta semina Cionek e con un sinistro in diagonale sigla il gol dell'1-0. La gioia, però, dura appena cinque minuti. Bovo e Mazzotta non riescono ad arginare la percussione di Rispoli che serve l’assist a Chocev per il gol del pari. Il Palermo cresce e il Pescara cerca di sfondare con Capone e Mancuso. La squadra di Tedino cerca sempre l’azione manovrata, ma è il solito Nestorovski che fa inginocchiare il Pescara. Il bomber macedone, al 33’, fa partire un fantastico sinistro a giro che si insacca sul secondo palo. Per il Pescara è buio pesto e dalle tribune piovono fischi e insulti. Nel mirino, oltre al presidente Sebastiani, contestato da tempo dalla tifoseria, finisce anche Zeman che viene invitato a farsi da parte. La prima parte di gara si chiude nel peggiore dei modi, ma nella ripresa i biancazzurri buttano giù la maschera e fanno vedere che il calcio voluto da Zeman non è sparito. Brugman, dopo appena un giro di lancette, trova il gol del 2-2 e l’Adriatico si infiamma. Il Delfino prende coraggio ed inizia ad imprimere il proprio ritmo alla gara. I siciliani accusano il colpo, vanno in apnea e rischiano il tracollo. Un gol annullato per fuorigioco a Mancuso, ma anche uno divorato da Pettinari, al 19’, poco dopo la rete annullata (offside dubbio) a Chocev su assist di Murawski. Lo stadio è una bolgia, il Pescara finalmente diverte e strappa applausi. Manovra fluida, inserimenti dei centrocampisti, sovrapposizioni dei terzini con grande disinvoltura e tanti pericoli nell’area del Palermo. I siciliani, però, non restano a guardare e anche loro cercano il gol del ko.
In cattedra sale il solito Nestorovski, che in un paio di occasioni si libera degli avversari, facendo venire i brividi a Fiorillo. Il portiere biancazzurro sale in cattedra in pieno recupero, quando devia in angolo un tiro di Nestorovski da posizione favorevole. Un miracolo dell’estremo difensore biancazzurro che si fa trovare pronto nel momento più delicato della gara.
I biancazzurri non riescono a sfondare, forse anche in debito d’ossigeno, ma non mollano fino al fischio finale. Un pareggio positivo per il Delfino, che deve ripartire dal secondo tempo di ieri. Si è rivisto il Pescara di Zeman. Si è rivista una manovra più fluida e meno densità a centrocampo. Domenica prossima sarà di scena a Bari (ore 20,30) contro la squadra di Grosso impegnata oggi in trasferta a Salerno. Sarà un banco di prova da non fallire per riprendere la corsa verso la zona play off.
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