Dai primi calci nei Pulcini del Trivento inizia un girovagare con tappa anche a Lugano

17 Aprile 2019

Daniela Sabatino è nata il 26 giugno 1985 ad Agnone. Abruzzese doc, di Castelguidone, nell’Alto Vastese, un paese di circa 400 abitanti. Lì vivono il papà Gabriele, la mamma Teresa, il fratello...

Daniela Sabatino è nata il 26 giugno 1985 ad Agnone. Abruzzese doc, di Castelguidone, nell’Alto Vastese, un paese di circa 400 abitanti. Lì vivono il papà Gabriele, la mamma Teresa, il fratello Alessandro e la sorella Francesca. E lì la Sabatino ha iniziato a tirare calci al pallone. «Mio padre e mio cugino giocavano a calcio nel paese, andavo a vedere sempre le loro partite», racconta il centravanti del Milan. «Poi, papà mi ha portato a Trivento nei Pulcini, avevo 10 anni. Lì sono stata un paio di anni prima di trasferirmi a Campobasso dove c’era una squadra di calcio femminile. Andai a fare un provino e mi presero, avevo 13 anni. Due anni in serie B». Poi, il grande salto. «I miei cugini ad Ascoli mi organizzarono un provino con la squadra del posto che giocava in serie A». E così eccola coronare il primo sogno: giocare nella massima serie. Aveva 15 anni. Appena un anno ed eccola a Isernia, in B, dove viene promossa in A2; poi Casalnuovo, un anno in A. A Bojano, successivamente, il salto dalla serie B alla A. Qui accade che i rapporti con alcuni dirigenti si deteriorano. E la Sabatino per ottenere lo svincolo va a giocare in Svizzera, a Lugano. Nel 2006 eccola a Reggio Emilia, in serie A, dove resta fino al 2010. Poi, a Brescia per otto anni. Un rapporto viscerale fino a diventare un idolo. La scorsa estate irrompe il Milan che rileva il titolo sportivo dalle Rondinelle e affida il progetto a Carolina Morace che vuole la Sabatino al centro dell’attacco. L’attaccante originaria di Castelguidone la ripaga con 17 gol in campionato, finora. In Nazionale ha debuttato nel 2005 in amichevole con l’Olanda. In totale 60 presenze e 26 gol in maglia azzurra, l’ultimo la settimana scorsa nell’amichevole vinta contro l’Irlanda