Dainese, show in volata: è il primo acuto italiano

19 Maggio 2022

Lopez resta maglia rosa e il teatino Ciccone pensa alle prossime salite 

REGGIO EMILIA. Nulla succede per caso. A Reggio Emilia, città del tricolore, arriva il primo successo italiano in questo Giro d’Italia. Alberto Dainese (Dsm) in volata ha battuto Fernando Gaviria e Arnaud Demare e ha festeggiato la vittoria più importante della sua carriera. L’ultimo successo di un italiano al Giro è stato quello di Damiano Caruso che staccò tutti nella penultima tappa lo scorso anno all’Alpe di Motta. Da quel giorno il tricolore non è più salito sul gradino più alto del podio prima della volata, nella città del tricolore, di Alberto Dainese.
La tappa. E’ una delle frazioni più lunghe del Giro con i suoi 203 km, ma anche una delle più facili senza salite e con un profilo altimetrico che sembra una riga perfetta disegnata su foglio bianco. Biniam Girmay, vincitore a Jesi, non parte per i postumi del trauma all’occhio. Un vero peccato perché il corridore eritreo stava diventando la vera stella di questo Giro. Tappa facile d’accordo, ma c’è la classica fuga di giornata con il gruppo che prima lascia qualche minuto di margine e poi va a chiudere senza problemi. Troppo forte la voglia di volata per i vari Demare, Ewan, Cavendish e Gaviria per abbassare la concentrazione, ma nessuno dei big dello sprint aveva fatto i conti con Alberto Dainese. Il 24enne della Dsm è stato campione europeo under 23 e aveva sfiorato in più occasioni lo scorso anno il successo alla Vuelta (in carriera tre vittorie da professionista) e negli ultimi 30 metri è stato semplicemente perfetto. Prima dello sprint, però, le squadre hanno dovuto inseguire a velocità elevatissime il belga della Alpecin Dries De Bont ripreso poco prima del triangolo rosso dell’ultimo chilometro. Il treno giusto sembra quello della Groupama di Demare, ma Dainese può contare sull’apporto di Romain Bardet che per un attimo ha messo da parte le sue ambizioni personali per lanciare il velocista azzurro. Demare parte lungo, Gaviria gli prende la ruota e lo salta. E quando sembra la giornata giusta per il colombiano al Giro ecco che arrivano gli ultimi 30 metri perfetti di Alberto Dainese. Sul traguardo di Reggio Emilia può finalmente sventolare la bandiera tricolore e per il corridore azzurro arriva la sua vittoria più importante. «Mi fa piacere», ha detto Dainese, «di essere il primo italiano a vincere in questo Giro e sinceramente spero di non essere l’ultimo. Per me i primi due anni da professionista non sono stati affatto facili e devo dirvi che avevo anche smesso di crederci. La volata? In curva Bardet mi ha messo tra i primi dieci e sono rimasto tranquillo. Ho visto che piano piano rimontavo e sul traguardo ho battuto Gaviria. A proposito, con Bardert puntiamo a vincere questo Giro perché sta veramente molto bene». Dalle parole di Dainese a quelle di Lopez che conserva senza problemi la maglia rosa. Ma guai a parlare di montagne nel prossimo week end, c’è una tappa di oggi da affrontare con la massima concentrazione. «Per ora penso a riposarmi e fare bene nella tappa che arriva a Genova. Poi ci sarà tempo per pensare alle salite. Di sicuro sono felicissimo di avere ancora con me la maglia rosa». Per gli abruzzesi Ciccone e Cataldo quella di ieri è stata una giornata sostanzialmente tranquilla. Da oggi qualcosa può succedere, ma saranno soprattutto le tappe del fine settimana (sabato Superga, domenica la lunga salita verso Cogne) e quella di martedì con il Mortirolo a stuzzicare la fantasia del teatino Giulio Ciccone. Con Lopez in rosa la squadra potrebbe chiedergli di restare vicino al capitano, ma se dovesse arrivare il via libera Ciccone proverà a farsi perdonare la giornata storta del Blockhaus.
Così oggi. In programma la Parma Genova di 204 km (la tappa più lunga del Giro) e tre gpm di terza categoria. Spazio alle fughe da lontano ma non sono escluse sorprese.
Enrico Giancarli
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