Dal calcio al pugilato l’ascesa di Spadaccini «Ora il titolo italiano»

22 Luglio 2020

Il pugile di Roccamontepiano in finale dei medio massimi «Ho messo i guantoni per caso, sono all’apice della carriera»

ROCCAMONTEPIANO. Dal calcio al pugilato. Quasi per caso. E ora la possibilità di vincere un titolo italiano. Luca Spadaccini, 30 anni, di Roccamontepiano, il 30 ottobre combatterà per il titolo italiano dei medio massimi contro il romano Adriano Sperandio, a Roma. Il pugile della Pugilistica Diodato Chieti è all’apice della sua carriera da professionista, iniziata solamente due anni fa. A febbraio ha vinto il Trofeo delle cinture Wbc-Fpi a Catania contro Claudio Kraiem e sabato scorso, a Ripa Teatina, ha ritirato il premio Rocky Marciano come miglior pugile abruzzese del 2020.
E pensare che la scintilla tra Spadaccini e il pugilato è nata per caso. Luca, infatti, ha giocato per due stagioni, dal 2009 al 2011, con la Serrese in Terza categoria come difensore. Poi un infortunio alla spalla ha cambiato la sua vita. «Mi sono fatto male e ho smesso con il calcio», racconta Spadaccini. «A seguito di quell’infortunio, dovevo fare riabilitazione e rinforzare le braccia, così sono andato nella palestra di Danilo Diodato, a Chieti, dove uno degli istruttori, Piero Spadaccini, è mio cugino. Sono entrato in palestra così, per caso, poi mi hanno detto se volevo provare a fare qualche incontro da dilettante e da lì è iniziato tutto. Io fino a quel momento non conoscevo il pugilato e non sapevo nemmeno dell’esistenza di pugili dilettanti».
Da dilettante Spadaccini ha combattuto 53 incontri in sette anni e ha vinto cinque campionati regionali, una medaglia di bronzo alla Talent League of Boxing ed è arrivato alla semifinale dei campionati italiani nel 2017. Due anni fa, poi, il passaggio nei professionisti dove in pochissimo tempo ha scalato la classifica. «Sono arrivato nel punto più alto della mia carriera», dice il pugile di Roccamontepiano, «il 2020 è stato finora un anno da incorniciare per me perché ho già messo in bacheca il Trofeo delle cinture Wbc-Fpi, il più importante e prestigioso per i pugili di seconda e terza serie, il lasciapassare per il titolo italiano».
Spadaccini si allena tutti i giorni a Chieti con il cugino Piero, il preparatore atletico Alessio D’Ettorre e il tecnico Danilo Diodato che ha sempre creduto nelle qualità del 30enne di Roccamontepiano. «Luca ha avuto una brillante carriera dilettantistica dove si è tinto anche di azzurro con la convocazione in Nazionale con gli atleti delle olimpiadi di Rio 2016», spiega il suo tecnico Danilo Diodato. «È arrivato imbattuto al Trofeo delle cinture Wbc-Fpi che ha vinto meritatamente. Un successo prestigioso che gli permetterà di giocarsi il titolo italiano dei medio massimi. Se le vedrà con Sperandio, un pugile molto tecnico. Luca, invece, è un picchiatore. Sarà una sfida tra due stili diversi: la potenza di Luca contro il tempismo del romano». (g.g.)
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