Dall’Abruzzo a Roma, sarà un Giro-show

18 Ottobre 2022

Il via il 6 maggio dalla Costa dei Trabocchi, poi Teramo-San Salvo, una partenza da Vasto e un arrivo a Campo Imperatore

MILANO. Il teatro Gaber di Milano ha fatto da cornice alla presentazione del Giro d’Italia 2023. Sarà il Giro che partirà dall’Abruzzo e che arriverà a Roma dopo 3.448,6 km e 51.300 di dislivello. Cima Coppi sul Colle del Gran San Bernardo con i suoi 2.469 metri nella frazione che arriverà in Svizzera a Crans Montana, mentre il Gran Sasso sarà la montagna Pantani con l’arrivo di Campo Imperatore. Che Giro sarà? Duro, bello e con un’ultima settimana con tante salite. E tornano le tre cronometro con il via dalla Costa dei Trabocchi con il prologo che disegnerà quella cartolina dell’Abruzzo che il mondo invidierà.
Il percorso. Dopo il Team presentation del 4 maggio di Pescara, il Giro scatterà il 6 da Fossacesia Marina con la cronometro di 18,4 km lungo la pista ciclabile per arrivare ad Ortona dopo una breve salita che porterà i corridori a Porta Caldari. Il giorno successivo ci sarà la Teramo-San Salvo e poi la ripartenza da Vasto per Melfi. Il quarto giorno l’arrivo a Lago Laceno, mentre l’Abruzzo tornerà protagonista venerdì 12 maggio con la Capua-Campo Imperatore che sarà preceduta dal circuito di Napoli. Campo Imperatore sarà anche la salita Pantani e si arriverà da Santo Stefano di Sessanio dopo essere transitati da Roccaraso. Le grandi salite del Giro, dopo Campo Imperatore, torneranno con l’arrivo in Svizzera a Crans Montana e con la scalata fino ai 2.469 metri del San Bernardo. Farà selezione il Monte Bondone, ma prima della passerella di Roma ci saranno le salite dolomitiche che decideranno il Giro. Val di Zoldo, Tre cime di Lavaredo e Monte Lussuri (cronometro) per assegnare la maglia rosa finale e per arrivare nella Capitale dopo un lungo trasferimento con il simbolo del primato e con il trofeo senza fine tra le mani.
I protagonisti. Dopo le parole dell’amminmistratore delegato della Rcs Paolo Bellino, del direttore Mauro Vegni e del presidente Urbano Cairo ecco gli applausi per Jay Hindley, l’australiano d’Abruzzo cresciuto nell’Aran di Umberto Di Giuseppe, che ha fatto capire di voler tornare per difendere la maglia rosa conquistata sul Blockhaus. «Penso proprio di esserci perché il Giro mi piace e il percorso è interessante. Conosco l’arrivo di Campo Imperatore perchè l’ho fatto nel Giro under ed è impegnativo». Se la tappa di Roma stuzzica la fantasia di Arnaud Demare, il francese della Fdj che ha vestito la maglia ciclamino, ci pensa Vincenzo Nibali a spiegare il Giro d’Italia 2023. Ma prima di analizzare la corsa, Nibali parla del ritiro dall’attività agonistica e blocca subito ogni di un suo possibile ripensamento. «No, non torno sui miei passi. Se ho metabolizzato il ritiro? Per ora no perché è fine stagione ed è vacanza per tutti. Me ne renderò conto quando ricominceranno gli allenamenti e io starò a casa. Che Giro sarà? Simile ai due che ho vinto, secondo me non bisognerà essere al top subito ma servirà essere pronti l’ultima settimana. Il Gran Sasso è duro e chi vorrà vincere il Giro dovrà difendersi o magari provare a guadagnare qualche secondo».
Marsilio. Applausi sul palco per le parole spese dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. «Per noi è una grande opportunità con la possibilità di far vedere le bellezze dell’Abruzzo al mondo intero. E sono convinto che la classifica del Giro si disegnerà a Campo Imperatore, come successo negli anni passati con Bernal e Hindley a Campo Felice e sul Blockhaus». Marsilio chiarisce con voce forte le polemiche nate per la cifra spesa dalla Regione. «Dicono che abbiamo speso tanto? Abbiamo pagato quello che costa (sei milioni più Iva, ndc) per altre partenze all’estero ci voleva anche il doppio. Quello che a noi costa questa grande partenza, costerebbe pochi minuti di pubblicità nelle televisioni nazionali. Noi invece saremo mediatamente al centro dell’attenzione con quattro tappe. E chi fa polemiche su questo dimostra la povertà delle sue idee».
Chi ha voluto la partenza dalla Costa dei Trabocchi è il manager Valentino Sciotti presente ieri a Milano. «Un grande sogno che si realizza, una grandissima opportunità per promuovere una parte della nostra regione grazie alla crono sui Trabocchi e alle altre tappe». Appuntamento a maggio.
Enrico Giancarli
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