Dalla A al miracolo Castelnuovo Loviso è il mago delle punizioni

Il regista è il vice capocannoniere del girone F con 11 gol: 5 su rigore, 4 su calcio piazzato «Ho imparato a calciare da Signori a Bologna. Mazzone mi faceva vedere i video di Pirlo»
CASTELLALTO. Undici prodezze: cinque rigori, quattro pennellate d’autore su punizione e due gol su azione. Un cecchino infallibile su calcio piazzato. Punizioni, angoli, rigori: palla a Massimo Loviso e per i portieri avversari si accende la spia di pericolo. Sui 40 punti del Castelnuovo Vomano (terzo in classifica, a -6 dalla vetta) e sulla prima, storica stagione da record dei neroverdi in serie D, ci sono tanti meriti del centrocampista bolognese, 37 anni da compiere ad aprile e 200 presenze tra A e B con Bologna, Livorno, Torino, Lecce, Crotone e Ascoli.
Il mago delle punizioni. Loviso, con 11 gol, è il vicecapocannoniere del girone F. Quattro ne ha segnati su punizione, il suo marchio di fabbrica. Quando calcia, è una sentenza. «È un dono di madre natura», dice Loviso, «poi ci ho messo sempre del mio per perfezionare il tipo di calcio e capire come tirare in base alla barriera e al portiere. Un maestro è stato Beppe Signori con cui ho giocato insieme in A a Bologna. Mi ha dato tantissimi consigli su come calciare in una certa maniera angoli, punizioni e rigori». Un altro maestro è stato Carlo Mazzone. «Mi diede un cd per vedere come giocava Pirlo a livello tecnico e tattico. Mi è servito molto per migliorarmi».
Il debutto in A. È stato proprio Mazzone a farlo debuttare in A, a 19 anni, col Bologna. «Mi ha fatto giocare 40 partite in serie A, gli sarò sempre grato», ricorda Loviso. «Il debutto è stato fantastico perché ho marcato Baggio, il mio idolo, che al ritorno mi ha regalato la maglia che conservo ancora oggi in camera. Poi, impossibile dimenticare il primo gol in A». Ovviamente, su punizione. «Sì, contro il Messina. Segnai al Dall’Ara e corsi per tutto il campo per esultare».
A Castelnuovo grazie a... Di Renzo. Negli ultimi anni, Loviso ha giocato in C a Gubbio, Alessandria, Cosenza e Rende. Poi, in estate, la chiamata del Castelnuovo. «In realtà, due settimane prima che firmassi a Castelnuovo, mi aveva chiamato il Pineto. Poi, loro fecero altre scelte». Ma il telefono di Loviso non ha smesso di squillare. «Conoscevo Maurizio Di Renzo, preparatore atletico del Castelnuovo che ho avuto a Livorno quando abbiamo vinto la B. Lo conosco da 13 anni, mi ha parlato benissimo dell’ambiente e mi ha convinto. Di Renzo ha lavorato per 20 anni nei professionisti, ma in D lavora allo stesso modo come faceva allora con Diamanti e Tavano. È un valore aggiunto». Loviso è il leader del Castelnuovo. «Qui sono felicissimo, ho trovato un ambiente ambizioso. Ringrazio il ds Cicchi e tutta la società. Mi ha stimolato la sfida di aiutare il club a crescere».
Sogno promozione. Chi non lo conosce, potrebbe pensare che Loviso, a quasi 37 anni, è sceso in D perché a fine carriera. Falso. «La mia è stata una scelta motivazionale. Ho ancora tanta voglia, sto benissimo fisicamente e punto a tornare nei professionisti». Magari col Castelnuovo. «Davanti abbiamo due squadre importanti come Campobasso e Notaresco. Ma noi siamo lì, aggrappati. Ho avuto la fortuna di vincere qualche campionato ed è fantastico. Dobbiamo continuare a giocare con entusiasmo. Sognare è la vitamina della vita».
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