Dalla beffa di Bologna al trionfo di Trapani

I play off in B dal 2005: curiosità, aneddoti e regolamento
PESCARA. Una finale persa nel 2015 e una vinta l’anno successivo. Questo il bilancio del Pescara ai play off. Tra i cadetti gli spareggi promozione fanno la loro comparsa (insieme ai play out) nel 2004-05, un’annata indimenticabile per Bepi Pillon e deludente per il Delfino che retrocede in C, ma poi viene ripescato a causa degli sconvolgimenti di fine torneo. A quei tempi il regolamento prevede tre promozioni: le prime due dirette, la terza dopo i play off che coinvolgono quattro squadre (dalla 3ª alla 6ª con semifinali e finali). La 3ª va in A direttamente solo se ha più di 9 punti di vantaggio sulla 4ª. Nel 2005 il Genoa chiude in testa seguito dall’Empoli, ai play off vanno Torino, Perugia, Ascoli e Treviso. In seguito, la giustizia sportiva retrocede il Genoa per la combine con il Venezia, il Torino batte in finale il Perugia, ma viene escluso dalla serie A per motivi economici. La rivoluzione si completa con il crack finanziario del Perugia che spiana la strada della A all’Ascoli e al Treviso di Pillon. Il “terremoto” agevola anche il Pescara che conserva la categoria. Nel 2006 in A vanno Atalanta e Catania, ai play off trionfa il Torino superando il Cesena in semifinale e il Mantova in finale. L’anno successivo è l’unico in cui non si giocano i play off: la Juve vince il campionato davanti al Napoli e al Genoa. Proprio i liguri accumulano 10 punti di vantaggio sul Piacenza evitando gli spareggi. I play off tornano nelle stagioni seguenti con i successi di Lecce (2008), Livorno (2009), Brescia (2010) e Novara (2011). L’anno dopo il Pescara sale in A insieme al Torino. I play off, invece, per la prima volta non vedono primeggiare la squadra giunta 3ª in campionato, il Sassuolo, ko in semifinale alla Sampdoria. I blucerchiati partono dalla 7ª posizione e conquistano la serie A battendo in finale il Varese. Nel 2013 gioia per il Sassuolo che va in A in compagnia del Verona e del Livorno dopo i play off a spese dell’Empoli. Nel 2013-14 la formula cambia: ai play off entrano da un minimo di due fino a un massimo di sei squadre, che a conclusione della stagione siano entro un perimetro di massimo 14 punti di distacco dalla 3ª classificata. Nel 2013-14 la 4ª, il Cesena, supera il Latina (3ª) e sale in A. L’anno successivo Carpi e Frosinone promossi, mentre il Pescara di Oddo, partendo dal settimo posto, vince il turno preliminare contro il Perugia, elimina il Vicenza e si arrende al Bologna, che sfrutta il miglior piazzamento (4°) e i pareggi (0-0 e 1-1) nella doppia finale conquistando la promozione. Nel 2016 la rivincita di Oddo che chiude 4° e centra la A insieme a Cagliari e Crotone superando il Novara in semifinale e il Trapani in finale. Nel 2017, esultano Spal e Verona, invece il Benevento si aggiudica i play off partendo 5°. Dall’anno scorso, edizione in cui agli spareggi trionfa il Frosinone, c’è una novità nel regolamento: la 3ª non disputa i play off se ha un vantaggio di 15 punti (anziché 10) dalla 4ª. Inoltre, è abolito il perimetro dei 14 punti dalla 3ª all’8ª per partecipare agli spareggi.
I numeri del Pescara. Nei suoi 37 campionati di B, il Delfino vanta sei promozioni. Tre dirette (1987, 1992, 2012) una ai play off del 2016 e due agli spareggi: nel 1977 la squadra conclude il torneo in seconda posizione (alle spalle del Vicenza) a pari punti con Atalanta e Cagliari e va in A grazie a due pareggi contro gli orobici e i sardi. Due anni più tardi il Pescara chiude terzo in compagnia del Monza e nello spareggio di Bologna, spinto da circa 40.000 tifosi, festeggia battendo i brianzoli 2-0.
Il regolamento. Nelle semifinali, in caso di parità di punti e differenza reti nelle due sfide vince la squadra con la migliore posizione di classifica (non si disputano i tempi supplementari). Stesso discorso nelle finali, dove però sono previsti i supplementari ed eventualmente i rigori in caso di arrivo a pari punti nella stagione regolare.(t.g.)
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