Dalla paura al ritorno Nepa rivede la pista: «Ora punto al podio»

È tornato a correre dopo l’incidente dell’anno scorso «Passato un periodo duro, sono pronto per vincere»
ROSETO. È già pronto a tornare in sella Stefano Nepa, rosetano di Cologna al suo 4° anno nel Motomondiale, per il secondo consecutivo con il team MTA Angeluss di Tonucci (Ktm) in Moto 3. Costretto ad uno stop dalla brutta caduta dello scorso ottobre nel Gp di Malesia, il centauro abruzzese è però già risalito in sella pochi giorni fa.
Nepa, l’anno scorso proprio nel momento migliore è arrivata quella brutta caduta con l’incidente alla gamba: come va la riabilitazione?
«Bene, anzi meglio di come mi avevano detto i dottori dopo le due operazioni fatte: indicavano marzo come obiettivo ed invece eccomi qua: è stato un percorso duro».
Cosa resta di quell’incidente spaventoso?
«Ve lo giuro, non rimane nulla, grazie alla mentalità da pilota, una specie di incoscienza che non ti ci fa pensare: sai di aver corso un rischio ma non ne resti minimamente segnato».
Quando si è reso conto del pericolo passato?
«Non nella caduta che mi ha rotto la gamba (tibia e perone, ndc) ma un paio di secondi dopo, quando ho sentito le altre moto sfrecciarmi intorno: ma a quel punto non ci puoi far nulla. Il momento peggiore però è stato dopo, quando ho provato a rialzarmi: ho sentito la gamba rotta e ho temuto il peggio».
Qualche giorno fa in Spagna sul circuito di Valencia il ritorno in pista: sensazioni?
«Per essere a solo tre mesi e mezzo dall’ultima operazione è stata una sorpresa positiva. Mi aspettavo difficoltà e dolore. Ci sono stati, certo, ma molto meno di quel che pensavo: in moto le sensazioni erano solo positive, ho capito subito di poter andar forte».
Pronto dunque a tornare in pista?
«Prontissimo. Ho solo passato un inverno un po’ diverso, che non ha influito né sulla preparazione fisica, né su quella mentale. Adesso faremo i test privati a Jerez il 9 e 10 marzo e poi andremo a Portimao, in Portogallo, per la gara d’esordio del 26 marzo».
I suoi obiettivi?
«Finire sul podio, meglio sul gradino più alto. Ma il vero obiettivo è di scendere in pista, trovare in fretta il feeling con la moto e poi divertirsi».
Che Moto 3 sarà quest’anno?
«Sono andati via i primi 3 dell’anno scorso che erano forti grazie pure ad una situazione tecnica favorevole. Quest’anno ci saranno pure piloti esperti e forti, ma ci sono pure io: nelle ultime gare ero sempre nei primi 5. Favoriti? Sasaki, Masia e Suzuki».
In MotoGp l’addio di Rossi di quasi 2 anni fa come ha cambiato le cose?
«Basta pensare al Mugello dell’anno scorso: era spento, senza magia, un peccato per chi come me l’aveva vissuto con l’entusiasmo da finale mondiale di calcio. Ma se torneranno i veri duelli tipo Rossi-Biaggi potrebbe cambiare tutto: sarà una stagione lunga perché avranno anche le sprint race da fare, tanti i punti in palio e tante le possibilità di far punti. Ma occhio alla Ducati, coi due italiani ufficiali Bastianini e Bagnaia».
Quando è in giro per il mondo, cosa le manca dell’Abruzzo?
«Tante cose. Io giro da solo per il mondo perché vengo da una famiglia normalissima e certe lussi non me li posso permettere. Mi mancano quindi la famiglia e gli amici, la vita normale e sincera, che è diversa da quella del paddock».
Questa è la 4ª stagione in Moto 3 e poi?
«Sogno di andare avanti, Moto 2 e poi Moto GP. Ma per ora penso solo a salire in sella alla mia Ktm e fare bene. Il resto verrà da sé».
Marco Rapone
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