Dallo scatto di febbraio alla notte della disfatta: fine amara di un’annata sulle ali dell’entusiasmo

13 Giugno 2024

ROSETO. In questa stagione è ripartito un ciclo per la Pallacanestro Roseto. La prima mossa è stata quella del nuovo diesse Marco Verrigni che si è presentato con un colpo a sensazione: la firma per...

ROSETO. In questa stagione è ripartito un ciclo per la Pallacanestro Roseto. La prima mossa è stata quella del nuovo diesse Marco Verrigni che si è presentato con un colpo a sensazione: la firma per due anni di coach Franco Gramenzi, “mister 10 promozioni”. Sotto la sua guida è stata poi ricostituita una squadra fatta di giocatori che tra A2 e B erano ritenuti i più congeniali a un progetto tecnico che prevedeva un consolidamento nelle posizioni alte di classifica per il primo anno, per poi tentare l’assalto alla A2. La firma di Poletti a fine agosto e quella del fuoriclasse greco Mantzaris a settembre hanno aumentato le aspettative dei tifosi, con la squadra che a inizio di stagione viene accreditata tra quelle a ridosso della primissima fascia.
Roseto parte bene in campionato ma poi incappa in due sconfitte consecutive tra Chieti e Mestre: reazione subito veemente, con i rosetani a prendersi un filotto di 7 vittorie prima di cedere per un solo punto a San Severo. A dicembre Roseto fila come un treno, batte le big San Vendemiano e Faenza dopo aver già fatto lo stesso in precedenza con Ruvo di Puglia, forse la prima tra le rivali sulla carta. Nel girone di ritorno Roseto accontenta Poletti che va via e si presenta con un Petracca in più nelle rotazioni, ma cede in casa con Jesi e Chieti: proprio da quel momento però la squadra dimostra la propria capacità di saper tornare subito alla vittoria dopo ogni passo falso, evidenziando la forza di un gruppo che inizia a far salire le quotazioni del quintetto del Lido delle Rose.
L’entusiasmo torna alle stelle poi a febbraio, quando arriva da Taranto il pivot Thiouné, battendo a domicilio di nuovo i pugliesi del Ruvo e i veneti del San Vendemiano, vendicandosi in casa contro l’ostica San Severo: l’unico passo falso in mezzo a tante vittorie quello di aprile a Faenza e poi quello in casa con Ozzano, prima di chiudere da capolista la stagione regolare con una vittoria a Piacenza. Ai playoff Roseto si presenta col vantaggio del fattore campo affrontando ai quarti Sant’Antimo regolata con un perentorio 3-1. Alle semifinali poi la serie con Fabriano, bestia nera dei rosetani: anche a loro i biancoblù applicano la regola del 3-1, che apre le porte alle finali contro la Libertas Livorno. Contro cui Roseto dà vita a una serie bellissima, che vive il suo epilogo con la partita di gara 5 al PalaMaggetti di ieri, dove le due squadre si giocano un’intera stagione in 40 minuti: finita purtroppo come Roseto non avrebbe mai voluto.(m.rap.)