De Angelis ed Epifani squalificati ma continuano a beccarsi

7 Dicembre 2016

CHIETI. Il Chieti domani scenderà regolarmente in campo contro la Jesina. In attesa della sentenza del giudice che dovrà decidere sul fallimento della società, i neroverdi giocheranno senza un...

CHIETI. Il Chieti domani scenderà regolarmente in campo contro la Jesina. In attesa della sentenza del giudice che dovrà decidere sul fallimento della società, i neroverdi giocheranno senza un presidente (Giacomini si è disimpegnato) e con quel che resta di una squadra smantellata. A una rosa già limitata si aggiunge anche la squalifica di Tuccia. Verranno aggregati diversi ragazzi della Juniores. L'Aquila è a un passo dal bomber Nohman della Nocerina, atteso in città per la firma. Domani i rossoblù giocheranno a San Teodoro e Morgia dovrà fare di necessità virtù. Con le partenze di Ganci e Bonvissuto e la squalifica di Russo, in avanti il tecnico potrebbe lanciare il giovane Faal. Continuano le polemiche tra Castelfidardo e San Nicolò. Il giudice ha squalificato per tre giornate l'allenatore dei marchigiani, Gianluca De Angelis, per aver colpito con un calcio il centrocampista del San Nicolò, Pasquale Di Lullo. Un turno di squalifica, invece, per il tecnico Epifani, per aver rivolto espressioni ingiuriose al suo collega. «Tutto è iniziato per un fallo laterale che non ci è stato restituito», spiega De Angelis, esonerato dopo la sconfitta. «Poi, al secondo gol, tutti i componenti della loro panchina sono passati davanti alla mia esultando come bufali inferociti e, dopo essere stato spinto da qualcuno, ho reagito colpendo d'istinto un loro calciatore. Epifani mi ha attaccato con termini pesanti per essere stato capitano del Teramo».

«Quando sono stato allontanato, gli ho solo detto di vergognarsi», risponde Epifani, «perché è stato un professionista e questo tipo di comportamenti non sono affatto consoni ad una persona che si ritiene tale. Non ho mai nominato il Teramo e i suoi trascorsi biancorossi. Il suo gesto è grave perché ha colpito con un calcio un mio giocatore che è passato davanti alla sua panchina solo per raggiungere il proprio compagno per esultare. Nonostante ciò, invece di chiedere scusa, continua a fare esternazioni gravi e false». (g.g.)

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