De Angelis: SN Notaresco sorpresa del girone

Il ds rossoblù: «Risultati insperati e valorizzazione dei giovani. Ora siamo in un periodo no, ma passerà»
Un girone di andata al di sopra delle aspettative per il SN Notaresco con un cruccio: non vince dal 14 novembre scorso (2-1 al Pineto). E così il rimpianto è quello di essere fuori dalla zona play off, sesto posto in compagnia del Francavilla. «Meritavamo almeno 4-5 punti in più, senza esagerare», sostiene Stefano De Angelis, il 45enne ds rossoblù che fa anche il punto della situazione nel girone F al giro di boa.
Il San Nicolò a Notaresco, a che punto è la fusione?
«Mi sembra riuscita. Il progetto finora ha dato buoni frutti e credo che possa solo migliorare. In estate il San Nicolò aveva il problema del campo, mentre a Notaresco il calcio era praticamente scomparso. Si sono unite due esigenze nel migliore dei modi».
Perché il SN Notaresco non vince più?
«È un periodo negativo. Il calcio va a periodi e il nostro non è positivo. Prima ci riusciva tutto, ora niente».
Perché?
«Abbiamo una squadra giovane, forse quella con l’età media più bassa del girone. E i ragazzi sono soggetti ad alti e bassi. Bisogna saperli aspettare senza pressione. Nel progetto di crescita dei giovani ci sono gli alti e bassi. E questo è un periodo che ci gira male. Sono convinto che basterà una scintilla per riaccenderci e riprendere a correre».
Il giudizio su Cudini?
«Bravo, molto bravo. È uno che farà carriera, è un predestinato a mio avviso».
La squadra più forte del girone?
«Secondo me, le formazioni che giocano il miglior calcio sono la nostra e quella della Sangiustese. Poi, chiaramente, ci sono i giocatori di qualità che fanno la differenza. E quindi la classifica risente di questa variabile. Il Cesena è forte perché, per l’appunto, ha giocatori che fanno la differenza. Ed è primo non a caso. Poi, ci sono le altre che stanno facendo bene, anche se credo che i romagnoli hanno qualcosa in più».
Voi avete perso a Cesena.
«E dire che ci sarebbe stato stretto anche il pareggio per il volume di gioco espresso e per le occasioni create».
La sorpresa?
«Non posso che rispondere il SN Notaresco. Alzi la mano chi avrebbe preventivato un cammino del genere. Abbiamo avuto un avvio strepitoso, poi ci siamo assestati, ma siamo rimasti in alto».
La delusione?
«Mi dispiace dirlo, ma pensavo che l’Avezzano potesse fare un altro tipo di campionato. E, invece, ci sono state varie vicissitudini e i programmi sono stati stravolti».
Lei è stato per diverse stagioni ad Avezzano.
«Esattamente tre. Una bella esperienza».
Da Avezzano sta spiccando il volo il centrocampista Michael D’Eramo, classe 1999, destinazione La Spezia.
«Mi fa piacere. Ricordo ancora quando venne a fare il provino. Giocò una partitella con la nostra Berretti. Lo presi subito e nel giro di una decina di giorni era già in campo in serie D. I giovani vanno aspettati per poterli valorizzare, serve pazienza. E, ovviamente, l’intuito per capire il loro potenziale. Ma dai ragazzi non puoi attenderti tutto e subito».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

