De Laurentiis è una garanzia per l’Agrigento

Il centro di Guardiagrele da quattro anni in Sicilia. Sabato a Livorno protagonista all’All Star Game
GUARDIAGRELE. Non è uno che segna molto perché il suo ruolo si divide tra difesa, recuperi palla, lavoro sotto canestro, contrasti, anche gomitate quando servono. Però in una gara ha realizzato 18 punti, 10 a Trapani lo scorso 26 dicembre, 7 contro il Biella nel giorno dell’Epifania. Ad Agrigento, dove gioca da quattro anni, c’è arrivato da Castel Fiorentino, serie B2, con la squadra siciliana che militava in B1: nella Fortitudo, come esordio in terra degli agrumi e al primo anno in quella categoria, uscì a testa alta dai play off nella semifinale persa contro il Matera. L’anno dopo, però, si è riscattato insieme alla squadra vincendo il campionato con l’approdo in A2. E la scorsa primavera ha sfiorato addirittura l’accesso in A1 nelle cinque gare della finale playoff contro il Torino: finì 3-2 per i piemontesi.
Adesso, nel campionato di A2 Ovest, Rino De Laurentiis, 23 anni, di Guardiagrele, si gode il secondo posto in classifica nel girone di ritorno con la qualificazione ormai nel cassetto per la Final eight di Coppa Italia in programma a Rimini dal 4 al 6 marzo prossimi.
«La sconfitta nella finale per la serie A1 brucia ancora», ricorda il centro-ala, 206 centimetri, un passato come portiere di calcetto, «anche perché eravamo al primo campionato di A2 e, proprio perché neo promossi, non pensavamo di arrivare così tanto in alto. L’obiettivo era salvarsi. E invece chiudemmo il campionato ottavi: poi ai playoff eliminammo il Verona, fino ad allora imbattuta. Avevamo una marcia in più e giocammo in ogni gara come dei leoni fino alla finalissima». A questi ritmi ogni squadra fa molti cambi durante le partite ma De Laurentiis ha giocato sempre come titolare. «Dal primo anno che arrivai ad Agrigento», riprende De Laurentiis, «il mio fu un continuo crescendo nel minutaggio. Oggi ho 20-25 minuti di media per gara. Abbiamo obiettivi diversi da quelli dell’anno passato: c’è quasi la stessa squadra, con sei decimi del roster confermati, il gruppo di italiani è rimasto, due americani sono nuovi così come due under. Ci conosciamo bene nel gruppo. In tre, poi, stiamo qui da quattro anni. Ad Agrigento», sottolinea il lungo, «è come se mi avessero adottato, il posto è fantastico e le temperature alte che nella mia Guardiagrele si sognano. Certo, non c’è l’università e molti ragazzi vanno via, ma per giocare si lavora bene, con un pubblico fantastico, in media 1.500 spettatori a partita che non drammatizzano se una volta la Moncada perde. Non siamo a Bologna o a Treviso ma il basket qui è cresciuto molto di recente. Il mio domani? Voglio migliorarmi sempre e andare in A1. L’obiettivo è di crescere dal punto di vista umano e sportivo e Agrigento è la città ideale».
E Roseto e Chieti, che giocano nel girone Est, come li vedi? «Se continuano ad impegnarsi possono fare un ottimo campionato, possono pensare ai playoff e forse ci scontreremo. E per me sarebbe bellissimo giocare qualche partita di quella fase in Abruzzo».
Con la Proger Chieti, con la quale è cresciuto nei primi anni di basket, non è che si sia lasciato nel migliore dei modi. «Mi ricontattarono per tornare», si limita a dire, «ma ho avuto offerte anche da altre società e comunque al momento sto bene qui».
Lo scorso 7 dicembre, a conclusione delle votazioni online per l’All Star Game di Serie A2, De Laurentiis, è stato l’unico cestista under 23 convocato per la selezione Ovest: il beniamino dei tifosi agrigentini è risultato il più votato in assoluto, l’unico a superare il muro delle 2.000 preferenze. E sabato scorso ha giocato nell’importante appuntamento a Livorno, davanti agli occhi di papà Emidio, di mamma Lella e del fratello Mattia. Ieri era a Guardiagrele ma con la valigia già pronta per tornare in Sicilia: domenica prossima deve affrontare l’Agropoli in campionato. «Ad Agrigento parlo molto con gli amici di Guardiagrele e dell’Abruzzo», conclude, «e quelle poche volte torno a casa riparto con almeno 500 arrosticini: glieli ho fatti scoprire io ai miei compagni di squadra e ne vanno tutti matti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

