De Zerbi: a Foggia non ho mai accettato imposizioni dai clan

2 Dicembre 2018

SASSUOLO . «Contesto fermamente le sommarie valutazioni riguardanti la mia persona e la mia professionalità in merito alle indagini della Dda che hanno determinato i provvedimenti del Gip di Bari,...

SASSUOLO . «Contesto fermamente le sommarie valutazioni riguardanti la mia persona e la mia professionalità in merito alle indagini della Dda che hanno determinato i provvedimenti del Gip di Bari, coinvolgendo anche il Foggia per il tesseramento di due calciatori». Così l'ex tecnico rossonero, ora al Sassuolo, Roberto De Zerbi, in una nota affidata al suo legale, Eduardo Chiacchio. «Mai accettato imposizioni da nessuno, neppure dai dirigenti delle società in cui ho militato. A Foggia tutti sapevano che non ero influenzabile o ricattabile. Dei due giocatori di cui si parla uno non lo conosco, l'altro giocava nella Juniores ed è stato aggregato per arrivare a 20 in allenamento, che è il numero di giocatori di movimento che mi servono quando alleno, e ha giocato 9' l'ultima partita, che vincevamo 3-0, e l'anno dopo è andato in prestito», ha aggiunto l'allenatore neroverde. «Vorrei dire altre cose, ma è giusto che aspetti, e mi dà fastidio essere messo in mezzo: spero di essere ascoltato presto dalla Procura. Se qualcuno si è piegato ai voleri altrui non so, so che io non c'entro. A Foggia ho fatto l'allenatore, ho portato 30.000 persone in uno stadio dove andavano in 3.000, e poi sono stato mandato via perché tra me e la società c'era una visione diversa su tutto. Spero di chiarire presto la mia posizione e di essere ascoltato, poi ognuno chiarirà la propria ogni questioni».