Del Grosso: ripartire sì, ma con le dovute garanzie

3 Aprile 2020

Il terzino del Pescara e l’ipotesi di giocare a fine maggio: «La salute prima di tutto» Il portiere Farelli: «Riduzione degli ingaggi? Sì, tutti pagheremo questa pandemia»

PESCARA. A maggio la ripresa? Governo, Figc e Leghe ci sperano, coronavirus permettendo, con gli allenamenti fissati all’inizio e le partite programmate alla fine del mese prossimo. L’ipotesi (ottimistica) da un lato offre spiragli di ritorno alla normalità, dall’altro crea interrogativi e apprensione tra i calciatori.
Ieri i biancazzurri Cristiano Del Grosso, Simone Farelli e Valeri Bojinov ne hanno parlato nel corso di una videochat insieme ad alcuni giornalisti e a Manuela Scurti, rappresentante del club Donne Biancazzurre. I giocatori sono disposti a tornare in campo, ma chiedono garanzie sotto il profilo sanitario e un po’ di tempo per rimettersi in forma. «Se decidessero di far ripartire i campionati dovrebbero darci la possibilità di recuperare la condizione fisica», dice il terzino giuliese, Cristiano Del Grosso, «servirebbero almeno tre settimane per garantire uno spettacolo degno ai tifosi. Ovviamente, la salute viene prima di tutto e il calcio in questa fase passa in secondo piano, prima bisogna sconfiggere il virus. So bene che ci sono molti interessi in ballo, però tornare a giocare solo per salvarli non mi sembra giusto. Nell’ultima gara a Benevento il nostro spogliatoio era decimato, sembrava un’epidemia; in venti anni di carriera non mi è mai capitato di avere dieci compagni fuori per l’influenza. Qualcuno ha contratto il virus? Il dubbio c’è, però non abbiamo fatto i tamponi, diciamo che fortunatamente ci è andata bene».
Il portiere Simone Farelli, delegato dei biancazzurri all’Associazione italiana calciatori, riflette sull’aspetto psicologico. «Ci troviamo di fronte a uno scenario che non vivevamo dalla fine della Seconda guerra mondiale. Dobbiamo sconfiggere un nemico che colpisce tutti, giovani e anziani. E ovviamente anche noi calciatori abbiamo un po’ di timore. La curva dei contagi si sta abbassando e questo ci infonde fiducia, però ad oggi nessuno può dire di non avere paura del virus». La riduzione degli ingaggi è un altro tema da affrontare. «Tutti gli italiani pagheranno a caro prezzo questa situazione e noi siamo pronti dare un contributo. Attendiamo l’evolversi della situazione, poi discuteremo l’argomento insieme ai dirigenti con la massima disponibilità. Va detto che si fa fatica a prendere una decisione univoca, dal momento che i contratti sono strutturati in maniera diversa all’interno degli stessi club. Pensiamo ad esempio ai bonus individuali che potrebbero incidere sul discorso relativo ai tagli».
L’attaccante bulgaro Valeri Bojinov lancia un messaggio d’amore. «Amo l’Italia e mi sento un po’ italiano, sono cresciuto qui come uomo e come calciatore, sono convinto che ci rialzeremo presto e saremo ancora più forti».
Giovanni Tontodonati
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