Del Grosso vuole un Lanciano da combattimento

3 Luglio 2017

«Mai dare nulla per scontato, bisognerà calarsi nella categoria e lottare». In settimana due acquisti

LANCIANO. Alessandro Del Grosso ha accettato di allenare il Lanciano del presidente Fabio De Vincentiis nonostante non si sappia ancora se la squadra giocherà in Prima categoria o in Promozione. C'è una bella differenza tra i due campionati: basti che pensare che in Prima non ci sono i guardalinee.
«Ci sono tante cose che cambiano», taglia corto il tecnico nato nel 1972 ad Ardea, vicino Roma, «ma in fondo è solo questione di immedesimarsi: chi viene a Lanciano oggi deve calarsi nella categoria, come devono farlo pure i tifosi. Il passato è il passato, e non vinceremo certo un campionato dilettantistico perché siamo stati in B: ora siamo qui, e squadra e tifosi devono capire che qui dobbiamo lottare per vincere». La squadra che avrà a disposizione sarà comunque di categoria superiore, anche con il ripescaggio in Promozione: dal Francavilla sono arrivati due promettenti fuori quota, i '97 Lorenzo Sardella e Diego Ballanti, e Antonio Petrone, '94 che conta una buona esperienza in D; altri due acquisti di grido sono attesi in settimana. «Lo schema lo deciderò in base ai giocatori a disposizione», spiega il tecnico, «in linea di massima sceglierò tra il 4-3-3 e il 4-3-1-2, anche se non è un problema cambiare: non è il modulo la cosa più importante ma la mentalità con cui si supera ogni genere di problemi, compresi il terreno di gioco o la pioggia».
Per Del Grosso la panchina del Lanciano è un ritorno, perché era già stato qui con i Giovanissimi della Virtus, anche se inizialmente era stato contattato per la Primavera. «Fu Luca Leone a contattarmi», conferma, «a volte veniva a vedere le nostre partite, io mettevo spesso in campo “ragazzini” e loro cercavano qualcuno che lavorasse bene coi giovani». Dopo aver smesso di giocare nel 2010, ha iniziato come dirigente, ma la sua carriera dietro la scrivania è durata poco: era all'Angolana, e da ds è passato subito alla panchina della Juniores. Con il Francavilla nel 2015 ha sfiorato la D, e quest'anno ad Agnone la clamorosa prima promozione in C del club molisano.
A Lanciano arriva per un programma triennale: per arrivare dove? «Il più in alto possibile, vincendo ogni anno un campionato, raggiungendo la D e da lì si proverà a fare il grande salto. Sappiamo che troveremo difficoltà e non dobbiamo mai dare per scontato che vinceremo facilmente. La prima cosa è la mentalità: chi arriva dalla C o dalla D, non può pensare che scendendo in Promozione o in Prima vince automaticamente», mette in guardia Del Grosso, «anzi, dobbiamo innanzitutto calarci nella categoria: lavoriamo in settimana, acquisiamo la giusta mentalità e lottiamo ogni minuto di ogni domenica. Se siamo il Lanciano e diciamo che vogliamo vincere il campionato», conclude l'allenatore rossonero, «tutti ci aspetteranno con il massimo della determinazione, e noi dobbiamo essere ancora più decisi degli avversari».
Andrea Rapino
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