Delfino FP vince di rigore, il Miglianico s’infuria

7 Gennaio 2019

Tacchi amaro: «Penalty discutibile». Bonati si gode l’ottavo posto: «Successo prezioso e meritato»

MIGLIANICO. Il Delfino Flacco Porto inizia bene il nuovo anno. La compagine pescarese nel giorno della Befana trova nella calza il sesto successo stagionale battendo il Miglianico grazie ad un calcio di rigore trasformato da Ligocki e concesso dall’arbitro Paul Aka Iheukwumere dell'Aquila per un tocco di braccio in area di Ablaye, ieri al debutto con la casacca gialloblu al minuto 24 del secondo tempo.
I teatini hanno protestato a lungo giudicando l’intervento di Ablaye involontario e causato da uno strano rimbalzo, generato a seguito di un rinvio sbilenco. Al contrario, il direttore di gara non ha avuto dubbi e ha concesso il penalty.
Dal dischetto capitan Ligocki ha così realizzato il gol partita. Si tratta del suo ottavo sigillo stagionale che ha permesso agli adriatici di tornare al gol dopo 378 minuti di astinenza. Si è decisa così una gara che sembrava indirizzata verso un giusto pareggio con poche emozioni. Le poche occasioni create dalle due squadre sono scaturite tutte da calci da fermo.
Nel Miglianico di Tacchi hanno pesato le assenze dei centrocampisti Battista e Di Donato. I locali non sono stati fortunati sotto rete dove nel finale hanno mancato una ghiotta chance colpendo una traversa con Polisena. Il Delfino Flacco Porto di Guglielmo Bonati ha confermato di essere una squadra ordinata e ben messa in campo. A fine gara, l’allenatore dei pescaresi si è dichiarato «soddisfatto per il prezioso e meritato successo». Grazie a questa vittoria il Delfino FP sale all’ottavo posto in classifica.
Sull’altra sponda, un pizzico di amarezza nelle parole del tecnico del Miglianico, Maurizio Tacchi. «Gli episodi spostano la traiettoria di una partita in positivo o in negativo», ha detto Tacchi, «l’’arbitro ha assegnato un rigore discutibile e noi non siamo stati fortunati sotto rete. Però sono soddisfatto della prestazione, ai miei ragazzi non posso rimproverare nulla». (m.d.e.)
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