Derby d'Abruzzo: il miglior attacco contro chi in casa segna sempre

21 Aprile 2015

La speranza di conquistare i play off per il Lanciano e il Pescara passa, inevitabilmente, a sei giornate dalla conclusione del campionato di serie B, per la sfida del Biondi

di Rocco Coletti

Torna il derby d’Abruzzo. E che derby! Sì, perché la speranza di conquistare i play off passa, inevitabilmente, per la sfida del Biondi. D’altronde, a sei giornate dalla fine ogni partita diventa fondamentale. E lo sarà anche Virtus Lanciano-Pescara. Che si giocherà in un contesto di classifica diverso rispetto all’andata.

Il 28 novembre scorso era avanti la Virtus Lanciano e il Pescara navigava nei bassifondi.

Adesso, i biancazzurri sono noni (con gli stessi punti dello Spezia ottavo) con 51 punti, tre in più dei rossoneri. Che all’Adriatico-Cornacchia hanno assaporato fino alla fine la gioia del primo successo a Pescara, tranne poi essere raggiunti da una prodezza di Federico Melchiorri. Due punti persi per strada – due dei tanti verrebbe da dire – in una serata chiusa con la squadra di Baroni “processata” dalla curva Nord. Altri tempi. Adesso a Pescara si è riaccesa la fiammella dell’entusiasmo: merito della prodezza di Politano, sabato scorso, contro il Modena. Baroni potrà recuperare squalificati e infortunati, mentre D’Aversa avrà tutta la rosa a disposizione.

Sotto questo punto di vista dovrebbe essere un derby alla pari. Al Pescara potranno andare bene due risultati su tre per continuare a sperare nei play off; alla Virtus Lanciano no. Deve vincere per alimentare i sogni di gloria. E per mettere in ghiaccio la salvezza, ovvero il traguardo da sempre sbandierato dai rossoneri. E poi c’è il primato regionale in ballo: vuoi mettere vincere il derby? È una pozione magica che rianima tutti. E guai a chi lo perde, l’ambiente difficilmente digerisce la sconfitta contro i “cugini”.

Baroni sa che cosa lo aspetta sabato al Biondi. E il riferimento non è (solo) al fattore ambientale. Sa che la Virtus imposterà la sfida sul piano del ritmo e dell’aggressività per sfruttare le sue bocche da fuoco in avanti. Il tecnico biancazzurro tornerà nella terra che lo ha lanciato in serie B forte del miglior attacco della categoria (59 reti, due in più della capolista Carpi) e di un rendimento in trasferta (26 punti su 51) da lotta per la serie A. Sarà fondamentale la compatezza della squadra ed è quindi possibile il ritorno al 4-4-2. Dal canto suo, la Virtus è la regina dei pareggi dall’alto delle 18 X collezionate in 36 incontri. Attraversa una buona condizione di forma e se avesse vinto a Crotone nessuno avrebbe avuto da ridire. Ha motivazioni a iosa: le hanno i giocatori che vogliono chiudere la stagione con uno sgambetto al loro ex tecnico (vero Vastola?), la città che intende riaffermare la supremazia calcistica emersa l’anno scorso e lo stesso tecnico D’Aversa che ha ancora sullo stomaco il pareggio in pieno recupero dell’andata.

In casa, poi, il Lanciano ha sempre fatto gol in questa stagione. Anche quando ha perso. Il 4-3-3 di D’Aversa ha una vocazione marcatamente più offensiva rispetto alla passata stagione. E al Biondi il gol arriva, in un modo o nell’altro. Sarà una sfida molto tattica in un contesto di pubblico degno di un derby. Almeno cinquemila spettatori. Vincerà chi sbaglierà di meno, chi avrà maggiore cura dei dettagli e chi avrà i nervi più saldi. Conteranno il “manico” e la strategia.

@roccocoletti1

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