Di Biagio, il rigore e la festa mancata a Civita d’Antino

18 Maggio 2018

Per Gigi Di Biagio la sottile linea di confine tra la gloria e il rimpianto è in una traversa. E anche per un intero paese. Quel paese è Pero de’ Santi, una frazione di Civita d’Antino, centro della...

Per Gigi Di Biagio la sottile linea di confine tra la gloria e il rimpianto è in una traversa. E anche per un intero paese. Quel paese è Pero de’ Santi, una frazione di Civita d’Antino, centro della Valle Roveto di cui sono originari i Di Biagio. Venti anni fa, era il Mondiale di Francia 1998, tutto il paese faceva il tifo per il suo pupillo, quel Gigi Di Biagio che era la colonna del centrocampo della Nazionale di Cesare Maldini. Di Biagio, che nei giorni precedenti era stato festeggiato anche coi fuochi d’artificio a Pero de’ Santi, è passato alla storia, suo malgrado, per quel rigore decisivo sbagliato contro la Francia. Questione di centimetri. Quelli che fanno la differenza tra la gloria e il rimpianto. Anche se poi Di Biagio, un altro col sangue marsicano, di strada ne ha fatta parecchia, a cominciare dall’esordio in serie A con la maglia della Lazio in un Juventus-Lazio (4-2) dell’11 giugno 1989. E poi la carriera da allenatore: il 2 luglio 2013 ha sostituito Devis Mangia sulla panchina della nazionale italiana Under 21. E quest’anno ha assunto ad interim l’incarico di Ct della nazionale maggiore, fino alla nomina di Roberto Mancini. (r.rs.)