Di Campli-Guglielmo Maio, va in scena la lite sui social

2 Novembre 2015

LANCIANO. S’erano tanto amati, o comunque avevano avuto un buon rapporto di collaborazione se non di discreta amicizia: ora invece scorre veleno sui social network tra i Maio, e in particolare il...

LANCIANO. S’erano tanto amati, o comunque avevano avuto un buon rapporto di collaborazione se non di discreta amicizia: ora invece scorre veleno sui social network tra i Maio, e in particolare il vicepresidente rossonero Guglielmo, e il procuratore Donato Di Campli. Tra i due ieri sono volate poche ma dense frecciate sul web, spaziando dal momento difficile della Virtus Lanciano a vecchie questioni personali. Inizia Di Campli, procuratore tra gli altri di Marco Verratti, stella abruzzese del Psg, con una lapidaria e impietosa considerazione affidata al suo profilo Facebook: «È inutile prendersela con D’Aversa, la responsabilità è solo di una società latitante e senza progettualità». Passa poco tempo e Guglielmo Maio ribatte da Instagram, il social delle immagini. Il vicepresidente, che ha sempre detto di non essere su Facebook, fotografa la schermata di un computer con la pagina di Di Campli, e commenta: «Di che programmi parli? Degli stessi che hai attuato con la Spal Lanciano? E quando ti hanno bocciato 10 volte per diventare avvocato, eri latitante agli esami?». Maio rincara la dose: aggiunge gli hashtag #DaQuandoITatoniPossonoParlare e #TatoneRosicone, rispolverando il nomignolo col quale è conosciuto Di Campli a Lanciano. Condivide il post con i familiari più stretti, tra cui il cognato-calciatore Manuel Turchi. Scendono in campo le mogli: la signora Maio su Instagram scrive #CheFaticaPagareLeBolletteAVerratti; la Di Campli, che accompagna il marito allo stadio dei Marsi dove è di scena Alessio Di Massimo, dice su Facebook: «C’è chi ad Avezzano è felice e chi a New York non sa che fare». Il botta e risposta diventa virale tra i tifosi sul web: tra chi solidarizza con un “mi piace” o un commento, e chi stigmatizza il battibecco in sé. Nel frattempo Di Campli controbatte di persona, piccato, sempre da Facebook: «L’avvocato che ha fatto 10 volte l’esame… è colui che ti ha regalato il titolo sportivo ed il ripescaggio in C1 senza nessuna gratitudine e ricompensa». Infatti nel 2008 recitò un ruolo di rilievo nel passaggio del club ai Maio. I rapporti probabilmente erano buoni pure in ambito extrasportivo, visto che il procuratore era al matrimonio tra Valentina Maio e Turchi, come pure i Maio presenziarono al suo. È evidente che qualcosa in seguito si sia rotto, fino alla goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ieri poi, nel vaso traboccante, è stato gettato un secchio. (a.r.)

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